Cinque ore in treno con i pupi: urgono consigli salva passeggeri!

Ehm, eviterei di arrivare a questa soluzione!

Come ogni anno mi trovo di fronte al solito dilemma: che si fa in treno? Tornare dai nonni a Natale è impegnativo. Le cinque ore di viaggio che mi separano da loro possono diventare le cinque ore più difficili dell’intero anno solare. Lo so, è un sogno nel cassetto: eppure mi chiedo che ci vorrebbe mai ad aggiungere una carrozza vecchia, vuota e abbandonata in coda al treno e sdraiare tappeti di gomma per terra. Se Trenitalia me lo chiedesse mi offrirei di regalare i nostri giocattoli vecchi (ma in ottimo stato) alla causa e sono sicura che come me decine di famiglie.
Tant’è: anche stavolta ho fatto finta che il problema non sussista. Con due nani di uno e quattro anni mi appresto a prendere sotto Natale il treno Freccia Bianca, dando ai passeggeri cinque ore di emozioni incredibili. Tolta la prima (speriamo) ora ad abbassare e alzare i finestrini, girare in lungo e in largo per tutte e nove le carrozze, aprire e chiudere le porte scorrevoli che separano  vagoni fino ad acido rimprovero dei controllori, devo inventarmi qualcosa per trascorrere le altre quattro.
Vi anticipo che ho provato di tutto già quando la Nana era piccola: dvd (in treno i cartoni animati perdono appeal), plastilina (spiaccicata per terra tre minuti dopo), album da disegno (se trovate sul Freccia Bianca Rimini-Bari quattro sedili con angoli a pois di mezzo ci sono anche i miei figli!), librotti, librini, libretti. Tutto desta in loro meno interesse di quello che li circonda.
C’è poi un ostacolo invalicabile: quanto più i vicini di posto sono antipatici tanto più i miei figli gli si pareranno davanti tentando di attirarne l’attenzione (e le ire). L’ultima volta la piccola decise che il poveruomo che ci sedeva accanto non aveva diritto a dormire.
Per quest’anno pensavo di dotarli di cartucciere porta colori a matita (sporcano meno e fanno un figurone). E tra il togli e metti i colori nei buchi se ne va almeno un’altra ora.

Vi prego, dunque, ditemi: per le altre tre che cosa mi devo inventare?

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