“Amore, dove sei?”: quando lui è così dolce il pupo ha fatto la pupù

“Amore dove sei?”. Già la dolcezza mi insospettisce. Perché arrivare ad “amore dove sei?” da “sì, sono io, dove sei?” non è solo una questione di cambio di intonazione. Non è solo questione di fretta, aumento di stipendio in arrivo, guardarsi allo specchio e vedere che non c’è ancora un capello bianco a ricordargli che ha varcato i quaranta. Il passaggio, fidatevi, è abissale. Dietro a quell’amore si nasconde, subdola, la supplica. Potendo, la frase diventerebbe, senza troppi rivoli: “Ti prego, torna. Dimmi che sei qui sotto. Dimmi che non sei in fila alla cassa al supermercato. Che le tue amiche ti hanno già raccontato tutto del loro nuovo amore. Che la parrucchiera ti ha fatto passare avanti, ti ha tagliato i capelli e ti ha liquidato con shampoo e piega. Che il vicino non ti ha fermato, hai trovato parcheggio, che niente, mentre eri per strada, ha deviato il tuo ritorno verso casa. Che non ti è venuta una voglia improvvisa di fare shopping. A te non piace lo shopping! Perché se tu non torni, io sono nella cacca”.
Capita, in effetti, che a quel “amore dove sei?” tu sia davvero, e per puro caso, sotto casa. Sali le scale, infili le chiavi nella toppa, apri. Due secondi dopo ti ritrovi il pupo nelle mani. E’ l’odore a dirti il resto.
– “Ma ha fatto la cacca?”
– “Ehm, sì, lo so, in effetti ho pensato che forse stavi tornando. Tanto valeva che lo cambiassi tu”.
– “E perché?”
– “Dai, lo sai, tu lo fai meglio!”

Attente, perché prima o dopo ci riprova.
– “Amore, dove sei?”
– tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu tu…….

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