Tutti in mare con Marinando: «In acqua non ci sono barriere architettoniche»

Una veleggiata in mare davvero per tutti. E dove vincono, alla fine, proprio tutti. Dopo l’edizione ridotta dello scorso anno, Marinando Ravenna porta al largo oggi pomeriggio oltre cento persone, di cui circa quaranta con disabilità, per dire che in mare non ci sono barriere. L’undicesima edizione di «Tuttinbarcabili», spiega il referente della onlus Sante Ghirardi, sarà all’insegna dell’ottimismo: «Abbiamo registrato un’esplosione di richieste: a Marina di Ravenna si uniranno a noi famiglie delle associazioni “Autismo Faenza” e “Voce all’autismo”, oltre a persone da fuori regione. Il passaparola è servito, ma credo che il 2021 faccia anche rima con speranza, nuovo inizio, riapertura. Ecco perché saremo in tantissimi».

Per Ghirardi, che è in carrozzina a causa della poliomelite che lo colpì nei primi mesi di vita, il mare ha sempre fatto rima con libertà, autonomia, uguaglianza: «La mia missione è quella di dimostrare che in acqua possono andare tutti, che non ci sono limiti. Io, prima del Covid, ho viaggiato in barca insieme a un artista scultore cieco, Felice Tagliaferri, vivendo un’esperienza indimenticabile. Oggi inaugureremo anche la nostra barca pienamente accessibile, che ha sei postazioni adatte alle persone in carrozzina, ognuna con il proprio comando. La utilizzeremo, quest’estate, con lo stabilimento balneare “Insieme a te” che a Punta Marina accoglie le persone con una grave disabilità: due giorni alla settimana gli ospiti usciranno in barca con noi».

Guardando al passato, Ghirardi ricorda come «Tuttinbarcabili» nacque nel momento in cui ci si rese conto l’esperienza in mare dei ragazzi con disabilità non veniva troppo restituita alle loro famiglie: «Da lì, l’idea di coinvolgere anche loro, un’intuizione che ha fatto nascere relazioni e amicizie tra famiglie e armatori. La nostra festa per persone speciali, oggi, consisterà in una veleggiata dove organizzeremo una sorta di partenza, allestiremo una serie di boe per dare un senso al nostro giro e stileremo una classifica che non significherà nulla, perché non ci saranno premiazioni e tutti, alla fine, avranno vinto».

Negli anni, per Gherardi, il senso glielo hanno sempre restituito i partecipanti: «Gli abbracci, i sorrisi e gli sguardi mi hanno sempre confermato l’importanza del nostro progetto».

In questo articolo ci sono 0 commenti

Commenta

g