Emilia-Romagna, allatta di più chi ha figlie femmine e chi è straniera

Le mamme che vivono in Emilia-Romagna allattano sempre di più al seno. Lo dice il Rapporto regionale presentato sabato a Bologna sui dati raccolti nel 2017, nei centri vaccinali, all’età di tre mesi e cinque mesi di  36.608 bambini.

Rispetto al 2016, la prevalenza di allattamento completo (somma fra allattamento esclusivo e predominante) è in miglioramento: a tre mesi la media regionale è pari a 57% (era 55% nel 2016) mentre a cinque mesi la media regionale è pari a 43% (era 37% nel 2016).

Dal Rapporto emerge che la probabilità di allattamento si associa al sesso del bambino (vengono allattate in maniera completa più frequentemente le bambine) e alla nazionalità della madre (vengono allattati più spesso in maniera completa i figli di donne straniere).

Altri fattori che aumentano la probabilità di allattare sono: padre straniero; età materna fra 18 e 35 anni; scolarità materna e paterna elevata; madre non lavoratrice, coniugata, pluripara, normopeso, non fumatrice, che ha frequentato il corso di accompagnamento alla nascita, assistita dal servizio pubblico durante la gravidanza, con gravidanza decorsa fisiologicamente, che partorisce senza induzione e per via vaginale un neonato a termine di peso adeguato.

La probabilità di allattare invece si riduce nei casi di procreazione medicalmente assistita, in chi ha ricevuto l’epidurale, al passare dei giorni di vita del lattante.

Un altro dato che emerge dal Rapporto è che, a parità di altri fattori, i bambini che ricevono anche o solo latte artificiale hanno da 8 a 12% di prescrizioni antibiotiche in più nei primi due anni, rispetto a quelli che ricevono solo latte materno.

Nel Rapporto vengono inoltre indicate azioni per intervenire sui fattori che risultano associati in misura statisticamente significativa all’esito e che sono modificabili con progetti specifici che coinvolgano i servizi sanitari e socio-sanitari. In particolare, come già nel 2017, anche per il 2018 vengono proposti interventi per promuovere il contatto pelle a pelle precoce e prolungato nei diversi punti nascita della regione e la posizione semi-reclinata in allattamento, come mezzo per prevenire e risolvere le difficoltà di attacco e il dolore durante la poppata.

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