Accelerometri per far muovere i bambini sovrappeso. Ma mancano gli psicologi

obesità, sovrappesoCosa può fare un pediatra di libera scelta quando, dopo aver messo in campo tutti gli interventi di tipo motivazionale di fronte a un paziente sovrappeso o obeso, non ottiene miglioramenti? L’Asl di Ravenna, seguendo gli input del piano di prevenzione regionale, ha messo in campo dall’inizio del 2016 una équipe multidisciplinare coordinata dal medico dello sport Gianluigi Sella. I bambini che hanno aderito a oggi sono 53, quasi tutti nella fascia 6-14 anni. Una quindicina sono invece in lista d’attesa. A fare da apripista è stata Rimini, mentre Forlì-Cesena seguirà a ruota quest’anno.
Dottore, come sta andando?
“Il progetto è molto valido ma l’équipe, oltre al dietista e al medico dello sport, prevederebbe anche la presenza dello psicologo, che per carenza d’organico non riusciamo ad avere. Eppure, dietro i casi di sovrappeso e obesità ci sono spesso situazioni familiari complesse, sulle quali non abbiamo i mezzi per intervenire. Stiamo insistendo in questo senso: perché se i chili in più sono legati a un disturbo alimentare, lo psicologo è a dir poco fondamentale”.
Avete avuto casi di successo, in questo anno?
“Alcuni sì. Per altri, invece, i risultati sono stati nulli. Molto si gioca sul fronte della famiglia: se c’è collaborazione, se tutti si mettono in gioco, le cose è più facile che funzionino e i miglioramenti si vedono. Prima del progetto istituzionale vero e proprio avevamo dato in dotazione a un gruppo di bambini, e spesso anche ai loro genitori, un accelerometro da attaccare alla cintura, programmabile, per misurare l’attività fisica svolta e la sua intensità. Spesso i genitori hanno infatti una percezione sbagliata del movimento praticato dai figli: pensano che due ore di pallavolo alla settimana siano sufficienti, quando il resto del tempo libero magari i bambini lo passano davanti alla tv, sul divano, senza mai camminare, fare le scale o andare in bicicletta. Con l’accelerometro, che continuiamo a proporre ai bambini che lo accettano volentieri, abbiano notato che dove ci sono bambini molto sedentari, ci sono adulti altrettanto sedentari”.
Quanto dura, in genere, il vostro intervento?
“Circa sei mesi, con incontri ogni venti giorni. Nel caso in cui sovrappeso e obesità siano secondari ad altre patologie, coinvolgiamo anche i pediatri ospedalieri. Fatto sta che la prevalenza dei problemi di peso nella popolazione infantile è in aumento e sta diventando un fenomeno preoccupante”.

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