Reflusso nei neonati. Patrizia: “Quando i pediatri mi davano per pazza”

bambino piangePer alcuni pediatri il reflusso gastro-esofageo, nei bambini piccolissimi, non esiste. Per altri è talmente fisiologico che riguarda bene o male la maggioranza dei neonati. Ma i genitori che ci passano raccontano tutta un’altra storia, come Patrizia Celli di Forlì, mamma di Giacomo che adesso ha due anni e mezzo. E che definisce “un trauma” l’esperienza passata nei primi 15 mesi di vita con suo figlio.

“Ho notato fin da subito – racconta – che qualcosa non andava. Giacomo piangeva tutto il giorno, non dormiva mai e l’unica posizione per calmarlo un po’ era in braccio. Qualsiasi altro posto gli dava fastidio: la carrozzina, perché ho capito dopo che stando steso gli risaliva il latte, l’ovetto o il seggiolino della macchina, perché gli si contraeva lo stomaco e soffriva ancora di più. Gestirlo era un incubo, era perennemente irrequieto e arrabbiato, inconsolabile”.

La pediatra di base, però, sosteneva che il problema fossero le coliche e il fatto che il bimbo facesse fatica ad evacuare: “Mi aveva somministrato delle gocce per toglierli aria dalla pancia. Ma non contavano nulla. E nonostante continuassi a dire che non era normale che mio figlio piangesse 24 ore al giorno, lei aveva sottovalutato la cosa, attaccandosi al fatto che Giacomo, nonostante fosse nato prematuro, stesse crescendo sano e robusto. A due mesi era sette chili, è vero, ma perché per tamponare l’acido mangiava in continuazione, con un’avidità impressionante”.

Quando il bimbo ha sei mesi, Patrizia decide di rivolgersi a una gastroenterologa pediatrica a pagamento: “Lì mi sono sentita capita per la prima volta. La dottoressa non mi dava della pazza, come tutti avevano cercato di fare fino a quel momento, sostenendo che mio figlio fosse irritato perché io ero nervosa e depressa. Il primo passo che ha fatto è stato somministrare a Giacomo l’esomeprazolo, un farmaco inibitore della pompa protonica, per ridurre la quantità di acido che il suo stomaco produceva. E poi gli ha cambiato latte in favore di una formula idrolizzata senza proteine del latte vaccino. I risultati più importanti si sono visti nel giro di qualche mese, quando la cura ha iniziato a fare effetto”.

Per uscire dal tunnel, però, Patrizia ha dovuto aspettare l’anno di età di suo figlio, quando ha iniziato a scalare il farmaco fino alla sospensione totale. Nei mesi precedenti, oltretutto, il reflusso peggiorava in concomitanza con i periodi in cui il bimbo metteva i dentini o era raffreddato: “Oggi Giacomo mangia tutto e digerisce bene. Ma il latte vaccino non ho ancora il coraggio di darglielo, mi passano per la mente quei mesi d’inferno. Non è allergico, tollera benissimo formaggi e yogurt. Ma solo l’idea di ridargli il latte che lo ha fatto stare così male e che mi ha mandata così in crisi, mi sconvolge”.

Patrizia dice di essere stata salvata dalla gastroenterologa pediatrica e dalle mamme incontrate sulla strada che stavano passando la stessa esperienza: “Senza contare che mia nipote, da piccolissima, aveva avuto qualche episodio di reflusso e mia sorella mi ha subito indirizzata verso questa strada, impedendomi di pensare a chissà quali malattie. Ma ho avuto momento di scoraggiamento totale: come lo svezzamento, uno degli ostacoli più difficili da superare. I bambini che soffrono di reflusso per l’immaturità del cardias, la valvola tra lo stomaco e l’esofago, hanno grossi problemi con le consistenze diverse e la deglutizione. E riuscire a farlo mangiare pappe e frutta è stato un passaggio durissimo. Per molti mesi sono rimasta convinta che Giacomo non avrebbe mai mangiato come gli altri nella sua vita”.

Ma al di là che il reflusso non patologico, con la crescita, passi, resta il grande problema della negazione: “Nessuno mi credeva, nessuno mi capiva. Anzi, tutti a puntare il dito contro di me, come fossi io la colpevole del malessere di mio figlio. Mamme comprese: davanti a certi sguardi mi sono sentita un marziano. Del resto, nemmeno i medici ci danno peso. Figuriamoci gli altri”.

Sul reflusso dei bambini esiste il gruppo Facebook “Aiuto, mio figlio ha il reflusso” dove anche Patrizia ha trovato un po’ di sostegno.

In questo articolo ci sono 2 commenti

Commenti:

  1. Volevo sapere dove hai portato tuo filio, perche penso che il mio (8mesi) soffre di reflusdo..e cresce poco pensa che è 66cm (ed io sono 1,80). Mi potrebbe mandare una mail? Grazie

  2. Ciao sono una mamma di un bimbo di 7 mesi che ha problemi di crescita. Anche a me dicono che è colpa mia! Mi potresti indirizzare da qualcuno che ti ha capito ed aiutata. Sono di Milano. Ti ringrazio per la disponibilità. Stefania

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