Rimini, maximulte ai frequentatori di prostitute

soldi, prostituzione, denaroIl blitz è scattato nella massima segretezza: i carabinieri si sono appostati in 14, in divisa e in borghese. Alcuni mimetizzati da fare invidia a James Bond. Poi hanno raggiunto la ‘scena del crimine’: la zona vicino alla chiesa di san Nicolò a Rimini. Lì è scattata la retata: l’operazione antiprostituzione che ha portato non all’arresto ma alla sanzione amministrativa di quattro uomini e altrettante lucciole (tre cinesi e una nigeriana) per aver infranto l’ordinanza del sindaco.

I quattro, tra cui un imprenditore cesenate di mezz’età, si sono visti notificare una maximulta da 400 euro ma il rammarico più che economico è stato di natura familiare: “Vi prego, non ditelo a mia moglie, mi rovinate”, hanno supplicato. Le prostitute non hanno avuto analoghe preoccupazioni, soprattutto quelle di natura patrimoniale: come dimostrano i precedenti, ben difficilmente pagheranno la sanzione e dalle prossime serate saranno di nuovo in strada ad esercitare il mestiere più antico del mondo. Alla faccia dell’ordinanza del sindaco e dei travestimenti dell’Arma.

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  1. Affermo che le Ordinanze Sindacali ed i Regolamenti di Polizia Urbana devono essere conformi ai principi generali dell’Ordinamento, secondo i quali la prostituzione su strada non può essere vietata in maniera vasta ed indeterminata. Di conseguenza, i relativi verbali di contravvenzione possono essere impugnati in un ricorso. In più per le medesime ragioni, i primi provvedimenti suddetti non possono essere emessi per problematiche permanenti ed i secondi non possono riguardare materie di sicurezza e/o ordine pubblico.

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