
Mario Capecchi, premio Nobel per la Medicina nel 2007, arriva al Teatro Diego Fabbri di Forlì (corso Diaz 47) lunedì 9 maggio (ore 16,30). L’iniziativa è organizzata dalla Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì insieme al CeUB di Bertinoro ed all’European Genetic Foundation.
L’incontro – aperto gratuitamente a tutti, fino ad esaurimento posti – sarà l’occasione per sentire dalla viva voce del protagonista la sua straordinaria vicenda umana, oltre che scientifica. Da piccolo Capecchi rimase, infatti, presto senza padre, pilota d’aviazione chiamato a combattere in Libia. Sua madre, Lucy Ramberg, venne arrestata nel 1941 dalle SS mentre viveva in Alto Adige e venne deportata a Dachau come prigioniera politica. La donna affidò il bambino, che aveva tre anni e mezzo, a una famiglia di contadini sudtirolesi. Ma un anno dopo il piccolo venne allontanato dalla casa e a cinque anni di età cominciò a vagabondare senza meta.
Liberata dagli americani nel 1945, la madre lo ritrovò fortunosamente un anno dopo in un ospedale di Reggio Emilia, ammalato e completamente denutrito. Madre e figlio si imbarcarono quindi nel 1946 a Napoli per gli Stati Uniti, dove vennero accolti da un fratello della donna, Edward Ramberg, docente di fisica. All’università il giovane Capecchi seguì i corsi di biologia molecolare dapprima al Mit di Boston e poi a Harvard, con il professor James Watson, il padre del Dna. Si trasferì poi all’ università dello Utah dove lavora tutt’ora e dove ha compiuto le scoperte sul gene-targeting che gli sono valse il Nobel.
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