
Il filo teso, la sfera, il monociclo. E poi il cerchio, il trapezio. Ci sono tutti gli attrezzi del caso nella scuola di circo e teatro Keaton che, dopo l’apertura un anno fa a Santarcangelo, ha inaugurato ufficialmente solo qualche mese fa, dando subito vita a un gruppo di circa trenta bambini tra i sei e i tredici anni. Una realtà unica voluta fortemente da Alessandra Casali, un’artista a 360 gradi che si è formata tra danza e teatro, ginnastica artistica e mimo, sperimentando tutti i linguaggi, anche in giro per il mondo. Insieme al compagno Gianluigo Grasso, che cura la parte organizzativa, ha curato nei minimi dettagli l’apertura della scuola, che non è affatto – nelle intenzioni e nella pratica – un luogo dove i più piccoli vanno a giocare e a divertirsi, ma una vera palestra per dar vita a una realtà circense dove il sogno di diventare artisti venga coltivato con professionalità e passione.
Alessandra, chi sono gli iscritti alla scuola di circo per bambini?
“Abbiamo un solo maschietto, purtroppo. I tre gruppi che abbiamo formato sono quasi totalmente al femminile. Un aspetto che ci lascia un po’ d’amaro in bocca. Le bambine sono forse attratte dalle discipline aeree, adesso così di moda. Ma il circo è molto altro ancora: nella nostra scuola c’è la possibilità di scoprirlo. Ci siamo chiesti i motivi di questa differenziazione: forse i bambini vengono indirizzati a sport più classici, come il calcio? Una risposta certa non l’abbiamo ma speriamo che la tendenza venga presto invertita”.

Tra gli obiettivi c’è anche quello di fare esibire i bambini?
“Assolutamente sì. L’obiettivo dello spettacolo agisce sulla motivazione. Siamo pionieri in Romagna e anche molto ambiziosi: per i più piccoli il fatto di creare un numero e di ripetere un pezzo è importante”.
Servono doti fisiche particolari per far parte di una realtà come la vostra?
“No, affatto. Serve solo tanta passione. Chiaro, ci sono persone e quindi anche bambini più portati di altri. E il circo non è certo la cosa più facile del mondo da fare. Ma avere chiaro l’obiettivo è fondamentale per riuscire”.
L’arte circense, nell’immaginario, è spesso considerata minore. Avete riscontrato dei pregiudizi?
“In generale è vero, a livello culturale una forma di chiusura c’è. Ma i genitori che arrivano da noi con i figli vedono il lavoro che facciamo, apprezzano il fatto che non ci improvvisiamo, che siamo professionisti seri. E quando metti cura in quello che fai, gli altri ti riconoscono. Qui l’educazione e la formazione sono valori imprescindibili del progetto: le mamme lo sanno”.
In giro per la Romagna non esistono realtà dedicate in maniera specifica al circo. Perché avete scelto Santarcangelo?
“Io vivo qui ed è qui che abbiamo trovato uno spazio adatto, che anche nella struttura potesse adattarsi ai nostri obiettivi: creare un luogo funzionale al circo, non ad altro”.
www.circokeaton.it
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In questo articolo ci sono 2 commenti
Commenti:
La prima è stata l’Accademia Circense di Cesenatico…
Si infatti avevo letto in giro che c’era anche a cesenatico ma c’è ancora? La mia bimba sarebbe adatta a sperimentare quel tipo di attività ma non trovo piu’ nessun riferimento per la scuola di Cesenatico.
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