Viaggio tra i ragazzini stranieri soli: “Imbarcati dai padri per dargli un futuro”

La fondazione Villaggio del Fanciullo nasce circa 30 anni fa come doposcuola, poi nel corso degli anni sono nate quattro strutture che oggi sono distribuite sul territorio ravennate. La prima di queste strutture è Villa Nina, un centro per la gestione della crisi, la rivalutazione diagnostica e la disintossicazione. Qui, a Longana di Ravenna, vengono date risposte alla villaggio del fanciullocomplessità delle condizioni di poliabuso. Ma sempre il Villaggio del Fanciullo gestisce anche la comunità residenziale per dipendenze patologiche e new addiction, come ad esempio la dipendenza da gioco d’azzardo patologica. Una comunità che si trova in via 56 Martiri a Ponte Nuovo di Ravenna. Ma il Villaggio del Fanciullo è anche cultura e sport e dal settembre 2009 la fondazione ha ripreso la gestione diretta delle strutture sportive e culturali adiacenti alla comunità. In questo caso gli impianti sono accessibili al pubblico e vengono affittati anche per feste e compleanni.

Poi c’è la comunità per minori stranieri non accompagnati, si tratta di minori che arrivano a Ravenna senza una famiglia e gli operatori della comunità li accompagnano in un percorso di integrazione nella società italiana. Abbiamo incontrato il responsabile di questa comunità, che si trova in via Dei Nespoli 118/B a Ponte Nuovo, il dottor Mattia Fenati.

“Nel Msna (comunità per minori stranieri non accompagnati) abbiamo la disponibilità ad aspitare 20 ragazzi. Si tratta di monirenni provenienti in partiroclare dall’est europeo, si tratta infatti in maggioranza di albanesi. Negli anni passati abbiamo anche ospitato giovani provenineti dalla Tunisia, Egitto, Libia, Marocco, Kosovo e Afghanistan – spiega il dottor Fenati – Come villaggio del fanciullocomunità accogliamo solo giovani che ci vengono segnalati prima dalla Questura, poi dai servizi sociali, quindi nessun ragazzo presente al Villaggio del Fanciullo arriva privatamente. Inoltre se alcuni anni fa arrivavano giovani clandestini e denutriti, oggi molto spesso accade che sono i genitori, in particolare il padre che accompagna in aeroporto il proprio figlio e lo imbarca per l’Italia per dargli un futuro. Questi, una volta arrivati a Ravenna, si dirigono in Questura e arrivano da noi. E’ quindi cambiata la metodologia con la quale questi ragazzi arrivano nel nostro paese”.

“Compiuto il 18esimo anno di età escono da questa comunità e circa il 10% torna nel proprio paese, gli altri rimangono in Italia per imparare un lavoro e devo dire che nel 99% dei casi rimangono sulla buona strada che gli abbiamo insegnato negli anni di comunità – continua il dottor Fenati – Nella nostra comunità li accogliamo con un percorso educativo individualizzato che prevede il percorso scolastico e stage formativi lavorativi, in base alle preferenze dei ragazzi. Quando i minori non sono impegnati a scuola, si dedicano alla cura della persona e a stare insieme, in particolare noi puntiamo molto sull’integrazione, sui corsi di lingua italiana ed educazione civica. Inoltre organizziamo laboratori musicali, di cucina o di piccolo artigianato, infatti diversi villaggio del fanciullomanufatti realizzati dai ragazzi poi li vendiamo nei mercatini che organizziamo in occasione di feste all’interno della comunità. In questi anni abbiamo organizzato concerti con la band Ulisse e la Sirena, feste, uscite al mare e nell’entroterra, a Mirabilandia, alle Valli di Comacchio in bicicletta e la braciolata in riva al fiume”.

“Queste ultime attività le realizziamo soprattutto in estate, quando i ragazzi non sono impegnati con la scuola. In inverno invece la giornata tipo inizia alle 6.30 e finisce alle 22.30 magari con la visione di un film su tematiche storiche, civiche e sociali”.

Alla comunità per minori stranieri non accompagnati lavorano sei operatori: “La comunità è aperta da sette anni e in questo periodo solo l’1% dei ragazzi è stato allontanato per motivi comportamentali – conclude il dottor Fenati – I minori devono sapere che qua esistono regole e quando queste vengono sgarrate si prendono provvedimenti, come ad esempio lavare i piatti, pulire i pavimenti oppure non uscire per qualche giorno“.

Tutte le informazioni sul Villaggio del Fanciullo a questo link.

 

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