Ecco la poesia erotica del prete accusato di pedofilia

don Giovanni Desio (foto Facebook)
don Giovanni Desio (foto Facebook)
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Era venuto alla ribalta , a giugno del 2009, per una poesia d’amore un po’ troppo d’amore per un sacerdote, tanto che dalle pagine del quotidiano locale La Voce di Romagna veniva chiesto al vescovo di prendere provvedimenti. Lo stesso cardinale Ersilio Tonini non la prese per niente bene, definendo l’episodio come “un grosso dispiacere”. Don Giovanni Desio, da 14 anni parroco di Casalborsetti, località sulla riviera ravennate, arrestato ieri mattina con l’accusa di sesso con minori, era noto per essere un prete dalle discutibili abitudini. Sebbene questo non faccia per forza di una persona un pedofilo. Ed è proprio per la sua “spregiudicatezza e la capacità a delinquere con totale assenza di freni inibitori” che il gip Rossella Matera ha scelto che la sua condotta “poteva essere contrastata solo attraverso la misura estrema di cautela”. Quindi il carcere.

Ecco, dunque, alcuni versi del testo della poesia che don Desio pubblicò su Risveglio 2000, rivista diocesana da lui diretta, in occasione del Ravenna Festival che celebrava la figura femminile errante, erotica, eretica:

M’estasia / il limitare azzurrosa dell’orizzonte / e il balenare argenteo del riflesso del fiume/Fra l’acque turbinose / tu m’afferri con candida mano / e m’attanagli nell’imbrunire sulfureo, / con il soffio carezzevole / del tuo sguardo (s)fuggevole./ M’inebriai di te nel meriggio / assolato e silenzioso di tant’anni fa.

E ancora: Fui incauto fauno / ninfa fosti plebea / fummo felici nel fiume/ Amore bacia / la mia bocca. / Bocca taci di / quell’amore, / che non si dice, / se non nella sera / brulicante / d’ingenuità… / non d’innocenza. 

A febbraio lo stesso sacerdote, dopo essere finito nel canale Destra Reno di Casalborsetti con una Bmw da 35mila euro, salvato dai residenti e trovato con un tasso alcolemico quattro volte superiore al limite, aveva commentato con amarezza mista a carità cristiana la notizia pubblicata dai giornali locali: “Deploro e perdono con sincerità coloro (“giornali” compresi) che si sono divertiti, in modi incivili e del tutto anticristiani e perfino disumani, a speculare su una tragica vicenda, che stava per concludersi con un’atroce morte”.

 

 

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