Provate a prendere l’autobus con un neonato: alla fermata prendetelo in braccio, con una mano sola chiudete su se stesso il passeggino senza perdere l’equilibrio e senza far cadere per terra le borse. Poi salite con tutto quel carico addosso, timbrate il biglietto e cercate un posto a sedere. Con molte probabilità non lo troverete: allora rimanete in piedi, senza un luogo dove appoggiare il passeggino, sempre con vostro figlio in braccio, in mezzo alla gente che scende e che sale e le vibrazioni del mezzo. Replicate la scena al momento di scendere. Giusy Ammendola, da mamma, sa bene che è impossibile. E quello che le è capitato il 30 agosto su un autobus di Quarto Granarolo non riesce a definirlo diversamente: “Assurdo”.
Giusy, sei stata multata perché sei salita sull’autobus senza chiudere il passeggino. Com’è andata esattamente? 
“Dovevo andare a Granarolo ad una festa che iniziava alle nove di sera. Alle sette e quaranta ho preso l’autobus alla fermata sotto casa. Mia figlia, che ha otto mesi, era nel passeggino. Appena siamo salite ho timbrato il biglietto e ho trovato un posto in piedi vicino alla cabina dell’autista. Oltre non sarei potuta andare: il passeggino passava a fatica. Lo ammetto: non sapevo che si è passibili di multa se non si chiude il passeggino ma sono stata trattata a pesci in faccia, insultata”.
Da un controllore?
“Sì, una donna. Prima di lei erano saliti altri due controllori, che non mi avevano fatto notare nulla. Quando è arrivata lei si è rivolta a me urlandomi che sono una mamma incosciente, che stavo mettendo a repentaglio la vita mia, di mia figlia e degli altri passeggeri. Io sono caduta dalle nuvole, le ho risposto che mi stava facendo passare per una kamikaze. Le ho chiesto di cosa fossi colpevole e lei mi ha detto, testuali parole, che i passeggini sull’autobus non possono salire”.
Non è esattamente così…
“No, semmai avrei dovuto chiuderlo, cosa per altro molto difficile. Ma il controllore donna ha scritto nel verbale che io mi sono rifiutata di chiudere il passeggino: non è vero e così non l’ho firmato”.
A quanto è ammontata la multa?
“Sette euro. La normativa, l’ho scoperto dopo, dice che può arrivare fino ad un massimo di 23. Non è certo la cifra che importa: è l’assurdità di essere stata verbalmente aggredita, di non essere stata rispettata. Il controllore mi ha detto che lei ha tre figli e che non si è mai sognata di prendere l’autobus con loro. Beata lei che non ne ha avuto bisogno”.
Come vi siete lasciate?
“La piazzata è continuata al momento di scendere: mi ha urlato che sarei stata da multare un’altra volta, perché stavo scendendo dalla porta sbagliata, quella vicino all’autista. Raggiungere quella centrale era impossibile: sarei dovuta tornare indietro, farmi largo tra la gente, con il passeggino”.
Non ti ha difesa nessuno?
“Quando sono arrivata a destinazione è scesa anche lei e si è avvicinato un collega, stupito dal fatto che l’unico motivo della contestazione fosse stato il passeggino aperto. Era convinto che non avessi pagato il biglietto”.
Che cosa farai, adesso?
“Vorrei solo al controllore che mi ha trattata così fosse data una tirata d’orecchi. Se fossi stata multata ma non insultata, l’avrei presa con filosofia: l’avrei considerata come un’altra delle incredibili assurdità italiane, nulla più. Invece adesso sono arrabbiata, qui si gioca sporco: non si adeguano i mezzi alla presenza di carrozzine e passeggini e allo stesso tempo si prevedono sanzioni per chi li ha. Dobbiamo adoperarci perché non succeda più”.
In passato qualche controllore o autista ti aveva mai fatto notare l’irregolarità di essere a bordo con il passeggino aperto?
“No, mai. Il buonsenso, in questi casi, prevale sulle regole. Oggi io riprendo l’autobus con l’ovetto. E non lo chiudo”.
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Commenti:
E’ successo anche a me a Forlì, nel mio caso però l’autista mi disse di chiuderlo. Ma io avevo la piccola di pochi mesi nel passeggino e un bimbo di 3 anni a piedi, com’era possibile???? Non l?ho fatto e l’autista ha capito, ma si è raccomandato che non succedesse più. Poi mi sono informata e la regola è così, ma in grandi città, come Torino e Milano a me è successo un sacco di volte di prendere un bus con passeggino… e nessuno si è mai sognato di dirmi nulla…
Non abbiamo molto dalla nostra parte. Se hai un figlio è difficile, se ne hai due diventiamo wonderwoman. Si fa tutto per carità, però sarebbe bello che pensassero anche alla mobilità delle mamme.
Sono mamma, giro col passeggino, non ho l’auto… solo nella mia città le linee dei bus sono una cosa risibile (la prima e unica fermata “vicina” a casa mia – abito a 2 km dal centro – è circa a un km…), quindi non ho modo di pormi il problema.
Purtroppo i regolamenti prevedono proprio quello che è successo alla mamma dell’articolo: i passeggini si possono tenere aperti solo sugli autobus appositamente attrezzati (e vale anche per eventuali carrozzelle di disabili: pure loro vengon ben considerati, sui bus)… diversamento bisogna chiuderlo. E’ vero che è per questioni di sicurezza (c’è anche da dire che molti nemmeno allacciano mai le cinture di sicurezza dei passeggini, e in caso di frenata su un bus col passeggino non bloccato i pericoli aumentano), però ammettiamo anche un’altra cosa: i bus “appositamente attrezzati” sono mosche bianche (e le mamme senza auto sono proprio ben considerate…)!
Davvero sconcertante che una donna non abbia provato un minimo di empatia nel capire che il regolamento è di difficile applicazione e sopratutto di attaccare verbalmente una mamma con un bambino piccolissimo. …Detto questo, il regolamento è assurdo e appoggio pienamente e condividerò il più possibile la petizione di Romagnamamma affinchè vengano cambiate le regole..che però non saranno di immediata applicazione poichè prevederanno ovviamente un adeguamento dei mezzi per far posto a disabili e carrozzine. Un esempio molto bello che ho vissuto a Bonn è stato sperimentare nei bus i posti riservati alle carrozzine con il logo, al centro del mezzo…ma si sa la Germania e un altro pianeta!…in ogni modo è anche utile sapere che un modo molto agevole, che molte mamme “metropolitane” stanno adottando sempre più è l’uso di fasce portabebè e marsupi ergonomici per i più grandini… il gruppo delle Mamme a tutto Gas di Cesena organizzerà dei corsi sul babywearing questo autunno…ve lo faremo sapere appena le date sarano confermate!
Io vivo a Roma e mi sposto con i mezzi pubblici. In metropolitana con i miei due figli 6 e 30 mesi una signora anziana si è offerta di cedermi il posto, ma il vagone era poco frequentato con il piccolo nel marsupio e la grande abituata a prendere i mezzi, ho rifiutato l’offerta e la signora si è offerta di tenermi il passeggino. Un controllore ignorante ed incivile quando è passato per la verifica dei biglietti si è rivolto alla signora che poteva essere sua madre dandogli dell’incivile, il posto dove era seduta era riservato agli invalidi ed alle donne con bambini, è stato talmente aggressivo da spaventare mia figlia e farla piangere. Quando sono arrivata alla fermata c’era un poliziotto e gli ho raccontato l’accaduto e purtroppo mi ha detto che se voleva la signora poteva fare denuncia, ma avrebbe soltanto perso tempo perché per fare qualcosa devono essere presenti al momento dell’aggressione verbale e di ignoranti ce ne sono tanti
Manuela disgustoso quello che hai raccontato. Purtroppo sì, hai ragione, il mondo è pieno di ignoranti
Io ho 3 figli ormai grandicelli, ma quando erano piccoli – con la piccola in braccio, altri due che avevano 3 e 5 anni, passeggino in più qualche busta, ho sempre chiuso il passeggino nei mezzi pubblici. Per me era questione di correttezza, per non occupare tutto lo spazio nei mezzi che spesso sono pieni. Lo so, è difficile, ma fattibile. E’ qmc impensabile che si possa stare tranquillamente con passeggino aperto impedendo movimenti delle altre persone nell’autobus. A volte ce ne sono pure più di uno di passeggini aperti…
Si tratta di un regolamento assurdo per una città europea, così com’è assurdo che bambini di cinque anni girino in passeggino. Comunque lei ha fatto bene a chiudere il passeggino visto che non si trattava di un neonato.
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