Allattare e tornare al lavoro, due azioni che per le neomamme sono fonte di dubbi, paure e incertezze, lo diventano ancora di più se la donna in questione è una sportiva. Di professione, si intende. E così ieri, durante l’iniziativa “Il latte della mamma non si scorda mai” in piazza San Francesco a Ravenna, la campionessa ravennate di pallavolo Serena Ortolani (Volley Bergamo, Robursport Pesaro), prossima al parto, ha elencato tutte le perplessità di una rima insolita: maternità e sport agonistico. A risponderle è stato Luca Casadio, pediatra all’ospedale di Ravenna, nonché presidente della Robur Angelo Costa. Che a partire dal caso della giovane Serena (26 anni) ha spiegato come allenamenti e partite possano benissimo coniugarsi con la vita di una neomamma. A partire dall’allattamento, al quale la pallavolista ha detto di non voler rinunciare una volta che avrà tra le braccia la sua bambina: “Le donne che davvero non producono latte sono solo l’1% – ha precisato il medico – quindi anche Serena potrà come tutte le donne allattare al seno. Il suo latte sarà nutriente come quello delle altre, l’acido lattico provocato dall’attività fisica al massimo ne renderà il sapore un pochino diverso”. Alcuni studi, anche recenti, citati dal pediatra, dimostrano addirittura che l’esercizio fisico – che si può riprendere già dopo sette-dieci giorni dal parto, cesareo a parte – fa bene sia alla mamma che al bambino. Ma anche, di riflesso, al papà perché la donna, grazie alla possibilità di fare sport, sarà di migliore umore. Al papà, forse, spetterà di portare la bambina in palestra, dove Serena potrà tranquillamente attaccarla al seno, meglio se prima di allenarsi (per non avere il seno troppo gonfio) e dopo un’oretta dalla fine dell’attività.

Serena Ortolani, campionessa di volley, avrà presto una bambina

Quanto all’alimentazione, una mamma di sport deve secondo Casadio seguire il modello mediterraneo, tralasciando la dieta vegetariana, la dissociata, quella a zona, considerate poco equilibrate: “Chi allatta deve assumere 400-500 calorie al giorno in più rispetto al normale e il 50% del fabbisogno giornaliero dev’essere di carboidrati”.

No, invece, agli integratori classici che si danno agli sportivi: “Ci sono evidenze che causano coliche renali. Una giusta alimentazione è sufficiente a soddisfare tutte le esigenze”. No anche agli esercizi – per lo meno nei primi tempi – che prevedono per troppo tempo la posizione seduta, come la cyclette, che non facilita la riabilitazione del pavimento pelvico. Meglio lunghe camminate all’aperto con la carrozzina, visto che l’allattamento preferibile è quello a richiesta, svincolato da orari. L’ultimo no riguarda l’uso di panciere contenitive: “Comprimendo le fasce muscolari, non le facciamo lavorare. Al contrario, le inibiamo”.

Serena Ortolani ha espresso il desiderio di partorire a Ravenna

Timidissima Serena Ortolani mentre ascoltava i consigli di Casadio, che ha chiuso mostrando una foto della campionessa (243 presenze in Nazionale) sul campo, in elevazione: “Vogliamo riaverti a questi livelli”. Non prima del parto, che avverrà con tutta probabilità a Ravenna.