Camomilla, calendula: per la dermatologa non sono sempre una panacea per i bambini

Natura amica, natura sicura, natura infallibile. Le cose, soprattutto quando si parla di bambini molto piccoli, non stanno esattamente così. Parola di Anna Belloni Fortina, medico dell’Unità di Dermatologia Pediatrica dell’Università di Padova, che questo fine settimana manderà una sua collaboratrice al festival Bella con Bio in programma ai Magazzini del Sale di Cervia.
Dottoressa, con i neonati come ci dobbiamo comportare? Va bene scegliere cosmetici naturali?
“Fino all’anno di vita del bambino bisognerebbe farsi qualche scrupolo in più. La cosa più saggia da fare è scegliere cosmetici semplici, che abbiano una lista di ingredienti ridotta e che non contengano le sostanze più allergeniche come profumi, conservanti, coloranti”.
Qual è il rischio?

“La pelle del bambino piccolo è molto sottile e delicata. Il rischio è che si sviluppo reazioni irritanti o allergie da contatto che poi, un bambino, si porterà dietro tutta la vita. Per carità, niente di drammatico, non c’è certo shock anafilattico. Però il fastidio è enorme”.
Quali sono le sostanze da cui tenersi alla larga?
“Suonerà paradossale ma alcune piante composite, come la camomilla e la calendula, che in genere vengono indicate per i bambini, sono invece tra le cause più frequenti di sensibilizzazione da contatto. Idem per il geraniolo e la citronella, spesso contenuti nei repellenti per le zanzare. Ci si affida alla natura come se fosse in grado di risolvere tutti i mali, invece non sempre è così. Queste reazioni avvengono nell’1-2% della popolazione pediatrica”.
Sono solo le singole sostanze a poter innescare reazioni allergiche nei bambini?
“No, anche il mix di certi principi. Se metto insieme due sostanze con proprietà particolarmente acide, la pelle si può irritare. Mi vengono in mente certe storie che leggevo da bambina su Topolino, dove alcune miscele, dentro un pentolone, erano in grado di far saltare in aria una casa”.
A parte i bambini fino all’anno di vita, ci sono fasce di popolazione particolarmente esposte a reazioni di questo tipo?
“No, però è chiaro che su certe cuti particolarmente delicate alcuni derivati di sostanze profumate, come può essere il limone, sono rischiosi”.
Naturale e biologico, dunque, sono un bene solo a certe condizioni?
“Esatto. Il prodotto biologico dà un sicuro vantaggio perché non contiene sostanze nocive. Ma non è una certezza assoluta. Va presa con le dovute precauzioni”.

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Commenti:

  1. la dottoressa Belloni parla in maniera davvero inquietante per essere una dermatologa. Ormai lo sanno anche i mori che esistono sotanze naturali allegizzanti, ma parlare dei prodotti biologici come non sicuri o non totalmente sicuri fa vergogna. Mi spiego meglio, è vero moltissimi prodotti “naturali” non lo sono affatto perche contengono una piccola percentuale di origine botanica e un alta percentuale di prodotto di derivazione petrolifera o provenienti da chimica cattiva (potenzialmente allergizzante, tossica e inquinante), poi ci sono prodotti che sono “pasticci naturali” con quantità indiscriminate di oli essenziali ed estratti di piante che possono con lungo utilizzo essere irritanti (ma solitamente non sono mai prodotti per bambini anzi vengono usati sopratutto nei centri estetici dove si mira ad avere un veloce risultato con poche applicazioni). Poi esiste il cosmetico ECO BIO CERTIFICATO e qui mi permetto di dissentire con la dottoressa, questi prodotti (in maniera ancora piu accurata quelli per bambini) sono sempre formulati per essere dermocompatibili ed ecocompatibili, il prodotto botanico presente all’ interno è di origine biologica per la quantità minima per legge e da li a salire, non ci sono ingredienti da chimica cattiva ma solo da chimica verde ed intelligente (cioè chimica che è tollerata dalla pelle e dall’ambiente), in piu’ il cosmetico eco bio non contiene derivati da OGM, sono tutti microbiologicamente testati, dermatologicamente testati (mai e poi mai testati su animali ne da prodotto finito ne da materia prima) e sopratutto testati al Nichel e in moltissimi casi anche testati al Cromo ed al Cobalto. Mi sembra molto molto insensato quello che dice la dottoressa!

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