Gli esperti raccomandano ai genitori di non considerare i propri figli dei geni. Però i bambini plusdotati, in casi rari, esistono eccome. E pochi pensano al disagio che vivono, soprattutto in ambito scolastico. Per questo in Veneto partirà un progetto pilota pensato proprio per i cosiddetti “gifted children” che prevede di formare gli insegnanti per renderli in grado di riconoscere dove c’è un caso di intelligenza superiore alla norma e di intervenire a supporto. Molto spesso i “piccoli geni”, infatti, in classe incontrano numerosi problemi: si annoiano, si isolano, diventano irascibili e aggressivi. E il loro plus di intelligenza si perde inesorabilmente nella routine della scuola.

Il progetto, che si chiama E.T. Education to Talent, ha come capofila la Regione Veneto e l’Ufficio scolastico regionale. A realizzarlo saranno il Centro Produttività Veneto e il Dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova. Ad essere formati nel primo ciclo saranno 260 docenti. Saranno loro ad essere messi in grado di variare l’insegnamento per sostenere e fare emergere i talenti più rari. Rari perché i numeri sono piccoli: è stato uno studio della Commissione europea a registrare il dato. Si parla di una percentuale di alunni che oscilla tra il 3 e il 10% nelle classi europee. Il che significa, per l’Italia, una mole di studenti che potrebbe andare da 240mila a 900mila alunni. Stime, ovviamente, ma che mettono in luce un fenomeno di cui poco si parla.

In Italia, ad occuparsi degli alunni plusdotati è l’Aistap