Forno, officina e giardino in comune: a Faenza un gruppo di co-houser cerca due nuove famiglie

Da diciassette famiglie ne sono rimaste tre. Segno che tra il dire e il fare c’è davvero di mezzo il mare. Ma il gruppo Ciò-Housing (il nome è un evidente omaggio all’inflessione romagnola) di Faenza versione campagna (ne esiste un altro che sta cercando un immobile in città) è davvero motivato. E interessato a trovare altre due famiglie che vogliano vivere nella zona di Borgo Tuliero, in una casa immersa in due ettari di verde e che a breve sarà oggetto di ristrutturazione. Portavoce del gruppo è Andrea Venturelli.
Quanto tempo è passato dalle prime discussioni sul progetto?
“Quattro anni. Raccolsero l’appello 17 famiglie. Poi qualcuno si è allontanato, qualcun altro è entrato, è subentrata anche la divisione tra chi voleva stare in campagna e chi voleva stare in città. E così siamo rimasti in pochi. Abbiamo comprato casa lo scorso anno, stiamo per cominciare i lavori. Non è semplice: se fossimo stati molti probabilmente avremmo dovuto costruire ex novo. E’ quello che sta avvenendo a Fidenza e a San Lazzaro di Savena”.
Che tipologie di famiglie siete?
“Sebbene poco rappresentativo, il nostro gruppo ha una casistica davvero varia. Io vivo con mia moglie e i nostri tre bambini piccoli. Poi c’è un padre solo con la figlia. E una coppia senza figli”.
Quali spazi avrete in comune?
“Il terreno intorno, prima di tutto. Poi un’officina dove terremo gli attrezzi e faremo riparazioni, una cantina e in prospettiva, nel fienile, una sala conviviale per le cene”.
Gestirete in condivisione anche gli aspetti energetici?
“Avremo i pannelli solari, un impianto di riscaldamento che consisterà in una caldaia a legna, un forno per tutti. Insieme faremo la raccolta differenziata. E stiamo pensando di disporre in maniera comune anche dell’Adsl”.
E sull’organizzazione della vita quotidiana, avete già fissato delle regole?
“Non ancora, in questa fase vogliamo essere piuttosto leggeri in materia evitando di programmare a priori aspetti che verranno col tempo. Se ci sarà affiatamento, da cosa nascerà cosa. Certo, l’idea di cenare insieme con regolarità c’è ma abbiamo rimandato ogni rigida decisione in tal senso”.
Perché una famiglia come la tua sceglie il co-housing?
“Da un lato credo che questa operazione di recupero della socialità sia importante in molti campi. Soprattutto in periodi di crisi, non è solo un arricchimento ma una rivendicazione sociale. A livello più personale, ho sempre avuto il sogno, insieme alla mia famiglia, di condividere la nostra casa con gli altri. E’ anche un’occasione per mantenere vivo il dibattito con se stessi. Si rischia sempre, di questi tempi, di rinchiudersi nel proprio privato appartamentino”.

In questo articolo ci sono 3 commenti

Commenti:

  1. salve, m inserisco nel dibatttito per far presente a chi fosse interessato che sto vendendo casa (nelle campagne del comune di Sarsina-FC ) , casale ideale per questo tipo do co-abitazione, tanto spazio fuori – e dentro casa!! con spazi gia abbastanza ben divisi. per info contattarmi su franklori@alice.it

  2. Ciao sono Fabio ,abito a Brisighella e sono interessato a progetti di cohousing e/o ecovillaggi mi piacerebbe potervi visitare per chiarimenti. cell.3295431783 email :panterabici@yahoo.it

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