Belinda il venerdì mattina era abituata a lasciare l’agriturismo Il Molino di Biserno, dove soggiornava tutta la settimana, per raggiungere un chilometro più in là il ristorante Vecchia Romagna: sapeva infatti che lì le avrebbero fatto trovare uno dei suoi piatti preferiti, la pizza. Belinda era una cerbiatta di due anni e mezzo: un cacciatore sabato scorso alle cinque di sera le ha sparato. I titolari della trattoria sostengono che l’uccisione è avvenuta a nemmeno trenta metri da un’abitazione, dunque in piena Biserno, un paese di 90 abitanti sulle colline di Forlì. Il cacciatore, da quanto è stato ricostruito, dice invece di aver sparato in una zona più lontana, dove Belinda si trovava insieme ad altri animali. La Forestale sta verificando in queste ore. Intanto Andrea Cocchi, titolare dell’agriturismo che l’aveva adottata, è più che dispiaciuto. Lui e sua madre trovarono Belinda nelle vicinanze del bosco quando era appena nata.
Andrea, che cosa ricordi di quel giorno?
“Trovammo la cerbiatta abbandonata, in fin di vita. La portammo da noi e la nutrimmo prima con latte di pecora, poi di capra. Ci facemmo aiutare dal nostro veterinario perché aveva problemi a digerire. Poi si riprese. Ogni giorno beveva sei litri di latte”.
Poi Belinda è diventata la mascotte dell’agriturismo…
”Sì, dormiva addirittura insieme ai bambini. I clienti la adoravano, le davano da mangiare. Era innocua. Abbiamo ricevuto tante telefonate di persone dispiaciutissime”.
Non è possibile quindi che Belinda possa avere spaventato chi ha sparato?
”No, impossibile. Era addirittura zoppa. Un anno e mezzo fa un lupo sulle colline ha ucciso un daino. Lei era intelligentissima: per scappare e venirci ad avvisare corse verso l’agriturismo ma saltò male il cancello, sbattendo una zampa e rompendosela. In genere apriva porte e cancelli, quel giorno per la fretta non lo fece. Abbiamo speso 2.500 euro per sistemarle la zampa ma senza risultato. Di recente un nostro cliente aveva trovato una persona che avrebbe realizzato una protesi per Belinda. sarebbe costata 40mila euro”.
Nonostante la zampa rotta, continuava a salire verso il ristorante tutti i venerdì?
“Sì, anche se venerdì scorso non è andata. Ha preferito seguire i miei cugini che erano saliti in paese a fare un giro. Lei, con quattro salti e una pausa, visto che era zoppa, era riuscita comunque ad arrivare a Biserno. Ma lì l’hanno uccisa. Il cacciatore dice di essersi sbagliato, io non riesco a crederci”.
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Commenti:
e’ veramente triste e inaccettabile che gli animali abbiano sempre la peggio per mano dell’uomo che non capisce la ricchezza e l’importanza che questi animali ci regalano.
Secondo me, se sei un cacciatore esperto lo vedi che stai uccidendo un animale “domestico” tra l’altro in questo periodo possono cacciare solo i cacciatori di selezione, cioè possono sparare a determinati animali (vecchi, o che sono in sovrannumero però sempre di una certa età) toglietegli la licenza finchè campa così impara a documentarsi meglio e non a sparare solo per il gusto, tra l’altro ci sono delle multe molto salate e uno strascico giuridico non indifferente.
non ho parole ,solo un aggettivo per il cacciatore…STRONZO!
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