Non solo uomini. Bellaria pensa alle pari opportunità anche quando rilegge il suo passato. E così, nel valutare come qualificare Casa Panzini, il villino rosso dove lo scrittore Alfredo trascorreva le vacanze, il Comune ha deciso di onorare anche la memoria della moglie Clelia. Il 30 gennaio partirà all’interno della storica dimora un progetto sperimentale in collaborazione con Zaffiria, “A casa di Cle”. Non sarà un asilo, non sarà un baby parking ma qualcosa di molto diverso: uno spazio dove le mamme (ma anche i papà) con bambini da zero a 12 mesi potranno incontrarsi, fare quattro chiacchiere, condividere esperienze, fare giocare i propri figli, rilassarsi e prendersi un tè. La sperimentazione – gratuita – proseguirà il 6, il 13 e il 20 febbraio, sempre dalle 10,30 alle 12. Filippo Giorgetti, assessore alla Famiglia, è soddisfatto del salto di qualità chiesto a Zaffiria: “Da contenitore dell’educazione ai media a gestione di uno spazio dedicato alla famiglia”. L’idea è nata da diverse esigenze che si sono intrecciate tra loro: “Da un parte offrire un’opportunità a quei genitori che non si accontentano di stare a casa con i bambini piccoli ma che cercano un luogo accogliente, allestito e soprattutto gratuito, con la presenza di un educatore. Dall’altra il bisogno di valorizzare Casa Finotti, attigua a Casa Panzini, quindi un polo culturale al quale è sempre difficile avvicinare le persone”. Una ricetta originale in cui l’assessore crede molto: “L’obiettivo è favorire la coesione sociale: mamme di culture diverse che si incontrano in un luogo deputato alla cultura. Oppure, se vogliamo, un ambiente prestigioso della storia locale che accoglie i nuovi nati. Nulla di più bello”. Ed è appunto per completezza del concetto di famiglia, che lo spazio per le neo-mamme sarà intitolato a Clelia Panzini: “La villa ricorda l’uomo, volevamo compensare anche la parte femminile”.