Adozioni internazionali, è allarme: "Dimezzate in cinque anni"
Un allarme sociale. Al convegno dell‘Aibi (Associazione amici dei bambini) che si tiene in questi giorni a Gabicce Mare, è emerso…
Un allarme sociale. Al convegno dell‘Aibi (Associazione amici dei bambini) che si tiene in questi giorni a Gabicce Mare, è emerso…
“L’esempio più bello”. Marco Griffini, presidente dell’associazione Amici dei bambini (Ai.bi.) definisce così Antonino e Caterina Vinci, una coppia messinese di 34 e 30 anni. I due genitori hanno prima adottato, ad aprile 2013, un bambino della Repubblica democratica del Congo. “Giusto 15 giorni prima che ci fosse il primo blocco delle adozioni in Congo”, ricorda Antonino Vinci. Poi, ad ottobre, la tragedia di Lampedusa e di nuovo la famiglia Vinci sente di poter dare il suo contributo.
Il bambino si può adottare ma “solo se è in perfette condizioni di salute”. E’ quanto ha stabilito il Tribunale dei minori di Roma in un decreto di idoneità con il quale autorizza una coppia ad adottare un bambino straniero. Presentato un esposto.
Entro la fine del 2013 Amici dei Bambini aprirà una sede in ogni regione italiana. La notizia è stata annunciata durante la settimana di studio in corso in questi giorni a Gabicce. L’estensione capillare dell’associazione consentirà alle famiglie di trovare una risposta diretta e mirata nel loro territorio.
In Italia ci sono 2.300 bambini adottabili eppure, secondo l’Ai.Bi. le coppie vanno all’estero. Contro l’abbandono l’associazione lancia la campagna ‘Non lasciamoli soli’.