Baby sitter distratta porta a casa il bimbo sbagliato. Panico all'asilo
Attimi di panico all’uscita di un asilo a Codogno dove una baby sitter ha preso un bimbo con lo stesso nome di quello che le era stato affidato dai genitori.
Attimi di panico all’uscita di un asilo a Codogno dove una baby sitter ha preso un bimbo con lo stesso nome di quello che le era stato affidato dai genitori.
Una pagina per chiedere Mai più morti come Luca, per fare qualcosa affinché quello che è successo al suo bambino non accada mai più. E’ l’iniziativa di Andrea Albanese, il papà che ha dimenticato il suo bimbo in auto. Ma c’è chi si prende l’impegno di iscriversi al gruppo per offenderlo.
A volte pensiamo che a noi non debba mai succedere. E invece no, nella mente dei bambini il senso del pericolo è qualcosa che scompare quando meno te lo aspetti. Come è accaduto per la bimba di 3 anni investita ieri a Milano.
Non è una semplice pubblicità e quella lì sul tavolo non è una semplice salsa: è la salsa, quella di mister Zesty, il belloccio seminudo che ti invita a provarla ammiccandoti con fiori, coppe o torte di compleanno.
Perché un bambino autistico non dovrebbe fare la prima comunione? Chiedetelo all’ex parroco di San Luigi Gonzaga, a Napoli, tale don Vincenzo Tritto. Lui, dall’alto del suo abito talare ha rimandato indietro mamma Elda, tre figli di cui uno autistico, dicendole che no, tanto meglio se suo figlio il catechismo e la prima comunione lo facesse presso una parrocchia adatta a bambini con disabilità.
Un calvario che lo ha ridotto a forti crisi di ansia, pipì a letto la notte e incubi. Atteggiamenti che i genitori non riuscivano a spiegarsi, fino a quando il piccolo, dieci anni, in lacrime ha confessato ai genitori le torture subite da un gruppo di compagni di scuola, l’elementare Andrea del Sarto di Firenze dove frequenta la quinta classe, che più che di bullismo si sarebbero resi colpevoli di veri e propri atti di tortura.
Storie di svezzamenti dell’altro mondo, quello così lontano da noi (geograficamente parlando) ma dal quale spesso si può imparare molto. Per esempio che per svezzare non ci vogliono per forza costosi omogeneizzati o grandi preparati di verdure. Basta del miglio, del riso, un grande piatto dal quale non attinge solo il piccolo di turno ma anche il resto della famiglia.
In Italia tra il 2005 e il 2006 le famiglie hanno speso 105 milioni di euro per il latte artificiale. Che, secondo la pediatra, è comunque da considerarsi un farmaco anche se senza effetti collaterali.
Palloncini, clown, stand informativi, confronti tra mamme ed esperti o, semplicemente, tra mamme e associazioni di altre mamme che dell’allattamento al seno hanno fatto una filosofia di vita. Piazza San Francesco, questa mattina, è diventata una sorta di grande casa dell’allattamento.
E’ papà di una bambina di tre anni, ingegnere, e ha una certa dimestichezza con i brevetti. Ha pensato a un dispositivo che avverta il genitore di aver lasciato il piccolo in auto quando l’ha già chiusa e si sta allontanando. E ci spiega come funziona.
Morto per asfissia, in una prigione di caldo che aveva raggiunto i 60 gradi. Morto per una ‘tragica’ dimenticanza del padre che invece di portarlo all’asilo lo ha lasciato che dormiva nel suo seggiolino, per accorgersene soltanto otto ore dopo. Un evento che terrorizza ogni genitore. Abbiamo chiesto alla neuropsichiatra Valeria Savoia che cosa scatta nella mente di un genitore e quali sono i campanelli d’allarme di cui tenere conto.
Gli studenti della classe IVA del Liceo Linguistico G. Cesare – M. Valgimigli di Rimini si sono aggiudicati il terzo posto partecipando al Concorso Europeo della Fondazione Assiana del Premio della Gioventù 2013.