Perse figlio e marito a Ferragosto a Lugo: “E’ morta dentro”

INCIDENTE CASELLO  ENTRATA A14  DI COTIGNOLA (RA) - 2 MORTI - PADRE E RAGAZZINO 15 AGOSTO 2015 - COTIGNOLA (RA) fotografo: Massimo Argnani
Foto Massimo Argnani

Due mamme, due destini diversi ma legati allo stesso maledetto evento: l’incidente automobilistico di Ferragosto 2015 al casello di Lugo dell’A-14 bis quando un’Audi piombò a tutta velocità su una Fiat Punto ferma in fila, distruggendo una famiglia modenese. Nello scontro morirono Andrea Giunta di 56 anni e il figlio Michele, 19, mentre i due ragazzi di 21 e 22 anni a bordo del mezzo impazzito che tamponò e letteralmente schiacciò l’utilitaria rimasero illesi: la coppia di amici di Macerata aveva passato una notte in discoteca a Rimini e poi, senza chiudere occhio, si era concessa un giro a Mirabilandia. Un colpo di sonno aveva tradito il guidatore: né alcol né droga, avrebbero poi sentenziato gli esami.

Nell’immediatezza del fatto la madre del conducente aveva irritato non poco i parenti delle vittime e parte dell’opinione pubblica: “Mio figlio è un bravo ragazzo“, aveva tenuto a dire pubblicamente chiedendo di incontrare la mamma modenese per testimoniarle vicinanza ed affetto. Più una serie di affermazioni e giustificazioni poco apprezzate che suonavano come una beffa anche alla luce dei post su Facebook del figlio nei giorni precedenti l’incidente: “Sarà un week end indimenticabile”, scriveva questo giovane alla ricerca di emozioni forti.

L’altra mamma, quella che ha perso il marito e l’unico figlio, invece è ancora ammutolita dal dolore. C’era anche lei sulla Punto quel giorno, tutti insieme stavano tornando da una vacanza in campeggio a Marina di Ravenna: fu l’unica a cavarsela, nonostante gravi fratture multiple. Una famiglia di onesti lavoratori: emigrati dal Sud, avevano trovato impiego come operai e la relativa stabilità economica alla Cnh New Holland. Il figlio studente modello all’istituto tecnico Spallanzani di Castelfranco Emilia. Tutto distrutto in un attimo: il 15 agosto 2015 Andrea e Michele morirono sul colpo. E anche per lei, Maria Carmela, in quel momento la vita è finita. Come ha raccontato la sorella in questi giorni alla Gazzetta di Modena, la donna “è morta dentro, è come se si fosse spenta. E’ passato un anno ma il dolore non ha tempo. La nostra vita non è più la stessa”.

INCIDENTE CASELLO  ENTRATA A14  DI COTIGNOLA (RA) - 2 MORTI - PADRE E RAGAZZINO 15 AGOSTO 2015 - COTIGNOLA (RA) fotografo: Massimo Argnani

Foto Massimo Argnani

Un calvario fisico (è da poco che Maria Carmela non usa le stampelle) fatto di ospedali e di riabilitazioni che accompagna il ben più doloroso travaglio interiore: “Solo qualche mese fa ha affrontato la ‘grande prova’, quella di entrare in casa. C’è stata un po’, è entrata, ma poi via. Ci ha riprovato di nuovo, ogni tanto fa dei tentativi. Ma non ci riesce“, ha aggiunto la sorella. Di lavorare neanche se ne parla: “Quest’estate Maria Carmela è rientrata al lavoro, doveva provare a reagire – ha detto ancora la sorella alla Gazzetta di Modena -. C’è andata uno, due giorni poi di nuovo è crollata, si è sentita male. Non si dà pace. E non ci diamo pace neanche noi”. E il “bravo ragazzo”? Niente, la giustizia ha il suo corso, dai tribunali non sono arrivati segnali significativi. Tanto meno nessuno si è fatto vivo da Macerata.

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