Una corsa in ospedale che purtroppo non è servita a nulla, il cuore della piccola ha smesso di battere poco dopo. Una morte improvvisa che ha distrutto la serenità di una famiglia riminese. La bambina, dieci anni, si è accasciata improvvisamente durante una lezione in una palestra di danza del centro.
Nonostante i soccorsi prima del 118, accorso sul posto con un’auto medicalizzata, e poi dei medici dell’ospedale, per la bambina non c’è stato nulla da fare. Dopo qualche ora è stato dichiarato il decesso. Sul corpo della piccola sarà effettuata l’autopsia per stabilire le cause del decesso.
Notizie del genere lasciano sempre sgomenti i genitori, che si trovano a combattere con la paura e con mille domande. E’ per questo che Romagna Mamma qualche tempo fa ha intervistato la cardiologa pediatrica dell’ospedale di Ravenna Anna Chiara Nuzzo: “Noi medici – spiegava la dottoressa -, anche controllando tanto, non siamo in grado di vedere quello che c’è oltre la parte anatomica e organica del cuore. Per esempio, non conosciamo tutta la parte elettrica. In rari casi ci sono anomalie genetiche legate, magari, ai canali del potassio, non rilevabili con una ecografia, nemmeno se effettuata sotto sforzo. Estendere queste visite iperspecialistiche a tutta la popolazione sarebbe una operazione abnorme e dai costi insostenibili. Oggi abbiamo anche una legge che per alcuni tipi di attività fisica dei bambini impone l’eletrocardiogramma: mi basta a prevedere e prevenire? Non sempre, purtroppo”.
Per l’intervista integrale clicca qui
E proprio sui certificati medici per le attività sportive, avevamo intervistato Danilo Gambarara, specialista in medicina dello Sport dell’Ausl di Rimini che ci ha aiutato a fare chiarezza tra le diverse fasce di età dei bambini. Quando si fa l’elettrocardiogramma? E il libretto verde?
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