“Mi ammazzo”. Poi guarda la foto della figlia e fa arrestare lo strozzino

carabinieri hookipa marina di ravennaEra giunto al punto di commettere l’estremo gesto. Voleva uccidersi e stava per farlo. Aveva già predisposto tutto: un tubo di gomma legato allo scarico della propria auto per finire soffocato con il gas. Poi ha voluto guardare per l’ultima volta la persona più importante della sua vita, quel filo sottile che ancora lo teneva legato a questo mondo: una foto della figlioletta. A quel punto qualcosa gli è scattato dentro: deve aver pensato che l’amore per quella splendida creatura è più forte di tutti i dispiaceri e che non era giusto lasciare un’orfana per dei debiti contratti con uno strozzino. Allora ha preso coraggio ed ha denunciato il suo persecutore.

La vicenda ha come protagonista un commerciante faentino sulla cinquantina che lo corso febbraio è arrivato sull’orlo del baratro. Umano, perché quello economico lo conosceva già da tempo. Sommerso dai debiti, si era rivolto alla persona sbagliata: un usuraio. Alla fine, dei 27mila euro avuti in prestito si è ritrovato a doverne restituire il doppio in una spirale perversa. Non solo: sul capo del commerciante pendeva la spada di Damocle di un assegno in bianco consegnato all’usuraio come ‘garanzia’.

Sono stati quattro anni di inferno a cui i carabinieri della compagnia di Faenza hanno posto fine arrestando lo strozzino, un 38enne di Castel Bolognese, che da poco aveva aperto un’attività nel centro del paese. Una successiva perquisizione a casa dell’uomo ha permesso ai militari di trovare prove che documentano un vasto giro di usura per un giro di centinaia di migliaia di euro.

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