Dall’asportazione del rene sano alla pinzetta dimenticata: quanti errori negli ospedali

ospedaleE’ un elenco che non fa certo onore alla sanità italiana. Una casistica di cui non andare particolarmente fieri, qualcosa in più di ‘incidenti di percorso’. Si tratta degli errori medici, inconvenienti sempre in agguato e, purtroppo, ineliminabili. Tuttavia alcuni di questi potevano essere evitati con semplici accorgimenti e, soprattutto, con le dovute e ordinarie diligenza e perizia, il numero totale potrebbe abbassarsi di molto.

Sono stati infatti duemila gli errori medici in sette anni, dal 2005 al 2012. L’ultimo, clamoroso, qualche giorno fa a Lucca, dove ad un uomo è stato asportato il rene sano al posto di quello sbagliato. Una lunga serie di sbagli più o meno gravi: nel periodo preso in considerazione sono state esattamente 1.918 le segnalazioni arrivate al Simes, il Sistema informativo per il monitoraggio degli errori in sanità. Tutte sono state raccolte in un apposito fascicolo a cura del ministero della Salute, il Rapporto di monitoraggio degli eventi sentinella.

Analizzando nel dettaglio il Rapporto, si scopre che nei sette anni negli ospedali italiani si sono verificate 26 operazioni sulla parte sbagliata del corpo e 16 su un altro paziente. I morti in totale sono stati 683 mentre 305 i traumi conseguenti a una caduta. Per 344 casi il Rapporto menziona cause e fattori ambientali; in 614 vi sono state cause e fattori umani; 741 eventi sono stati causati da fattori legati alla comunicazione; 1.035 da fattori legati alle tecnologie sanitarie, farmaci, linee guida e barriere. Altri dati che fanno riflettere sono quelli relativi ai 159 casi di materiale dimenticato all’interno del paziente durante gli interventi con conseguenti nuove operazioni chirurgiche. Infine 295 casi di suicidio o tentato suicidio del paziente. Insomma, c’è ancora da lavorare molto.

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