Allergia agli acari, arriva il primo vaccino

asma, allergie e raffreddore nei bambiniL’allergia agli acari si manifesta come rinite allergica, asma bronchiale e in altre forme più lievi. Un gran bel fastidio in ogni caso, specie per i bambini: è pazzesco come questi minuscoli animaletti riescano a condizionare la vita. La diagnosi si ottiene con il prick test, un test cutaneo con il quale si applicano sulla pelle i principali possibili allergeni; si tratta di una procedura possibile fin dalle prime settimane di vita. Sulla pelle del bambino viene applicata una goccia dell’allergene da testare, viene punta la cute con una puntina sottile e viene osservata la reazione dopo 15 minuti. Se vi è reazione, compare un pomfo di diametro superiore a tre millimetri con o senza alone di arrossamento. A quel punto comincia la lotta senza quartiere alla polvere: tocca rivestire materassi, cuscini e piumoni con fodere specifiche, ventilare bene gli ambienti per ridurre l’umidità, non fumare in casa, spolverare e tenere sempre la casa linda e pulita. 

D’ora in poi però ci sarà un aiuto in più: è in arrivo il primo vaccino contro l’allergia agli acari, che secondo le stime, colpisce circa il 15% della popolazione. A differenza di quelli attualmente in commercio, si tratta di un vero e proprio farmaco e quindi è in via di registrazione da parte dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e potrebbe essere inserito in fascia A, gratuito dunque per i cittadini (mentre quelli attuali sono rimborsabili a seconda delle Regioni di appartenenza). Il prodotto potrebbe essere in commercio a breve: già dai prossimi mesi si potrà richiedere in farmacia.

La sperimentazione è stata positiva, come rende noto uno studio tedesco in via di pubblicazione sulla rivista Jama: il vaccino riduce del 34% le crisi respiratorie e l’uso di steroidi e cortisonici dal 40% al 60%. Giorgio Walter Canonica, presidente della Siaaic, Società italiana di allergologia, asma e immunologia clinica, rende noto che il vaccino è sublinguale: “Si tratta cioè di compresse, da assumere per un periodo che va da un minimo di uno a 5 anni. Gli effetti benefici si ottengono già dopo poche settimane e non si perdono se la somministrazione dovesse essere interrotta”.

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