Vele Rosa, l’equipaggio di sole donne: “La forza fisica? Non sempre conta”

IMG_1208Dal bersi un Prosecco e andare a “fare due bordi”, sono passate a lasciare il Prosecco in banchina per dar vita a un vero equipaggio. Tutto al femminile, come recita il loro nome, Vele Rosa. Un’associazione sportiva dilettantistica che ha sede a Lugo di Romagna, città natale di una delle veliste, la tailer Ilaria Asioli Martini. Licia Bologna è invece la presidente dell’Asd, l’unica che a livello non professionistico, da dieci anni, tiene incollate allo stesso scopo e alla stessa passione quindici donne (di cui dieci in barca) quasi tutte residenti a Milano, che affrontano gli uomini tra onde e vento senza far leva, necessariamente, sulla forza fisica.

“Il nostro è uno sport ‘maschio’ – racconta Licia – ma la sfida sta nel compensare lo svantaggio della massa muscolare con il cervello, l’organizzazione, l’unione. Questi gli ingredienti della nostra storia così longeva”. Molte delle donne di Vele Rosa, che hanno un’età media intorno ai 35-40 anni, sono mamme: “Sono comuni, tra di noi, allattamenti al volo appena scese dalla barca, mentre le compagne sono impegnate a ormeggiare. O papà che restano a terra mentre la mamma è in mare, con il biberon pieno del latte che la mamma si è tirata poco prima”.

IMG_0203E che sia tutta questione di passione lo dimostra il fatto che, tutte le “Vele Rose”, nella vita, fanno altro: chi l’ingegnere edile, chi l’architetto, chi l’infermiera, chi il medico. E per gli allenamenti, resta ben poco tempo: “Molte di noi, a livello individuale, vanno in palestra a fare tonificazione o corrono. Tutte insieme, invece, cerchiamo di vederci una volta al mese a Chiavari, dove è la nostra barca X35, per andare nel Mar Ligure o nel Tirreno”. Molti appuntamenti, tra la primavera e l’estate, attendono infatti le sportive milanesi: dal “Mille Vele” di Genova ai Mondiali di Scarlino. “Quando usciamo in mare, l’obiettivo è sempre lo stesso: dimostrare che nonostante le manovre pesanti e le situazioni estreme, possiamo farcela”. Sia che gli avversari siano uomini, sia che la gara sia al 100% rosa, come è avvenuto due settimane fa alla Women’s Sailing Cup di Chiavari, vinta proprio da Vele Rosa.

“Tra di noi c’è un bel clima – conclude Licia -. Gli scambi di vedute e gli scontri ci sono, come è normale che sia. Ma ci poniamo sempre in maniera costruttiva. Siamo nate come un gruppo di amiche, ora dobbiamo osservare rigore e disciplina, rispettare ognuna il proprio ruolo, impegnarci come soldatini. Questo a volte incide sulla leggerezza. Ma siamo unite, sempre e comunque, dall’amore per il mare”.

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