
Al Sant’Orsola di Bologna sta per nascere il nuovo Polo cardio-toraco-vascolare. I trasferimenti delle diverse Unità operative che troveranno sede nella nuova struttura sono iniziati, infatti, ieri e si concluderanno entro la fine di gennaio 2016. Per il livello delle tecnologie e delle capacità di innovazione il nuovo Polo – con i suoi 135 posti letto di degenza e 49 in area intensiva e semintensiva – si candida ad essere uno dei punti di riferimento per l’attività cardiochirurgica nel nostro Paese.
L’edificio del nuovo Polo è stato realizzato grazie a finanziamenti statali (40,4 milioni), della Regione Emilia-Romagna (32,7 milioni), dell’Università di Bologna, per il tramite della Fondazione Fanti Melloni, (12,9 milioni) e a risorse proprie aziendali (5,3 milioni), per complessivi 91,3 milioni di euro.
All’interno del Polo Cardio-toraco-vascolare saranno collocate nove Unità operative oggi dislocate in diversi padiglioni del Policlinico: Cardiochirurgia, Cardiochirurgia Pediatrica e dell’Età Evolutiva, Cardiologia, Cardiologia Pediatrica e dell’Età Evolutiva, Chirurgia Vascolare, Chirurgia Toracica, Radiologia, Anestesiologia e Rianimazione e Pneumologia interventistica
Il Polo può contare su sei sale operatorie dove vengono erogati i trattamenti chirurgici per pazienti di tutte le fasce d’età (neonatale, pediatrica, adulta).
Il rapido evolversi delle tecniche applicate in chirurgia, ormai strettamente connesse all’uso di apparecchiature ad elevato contenuto tecnologico, e da approcci clinici interdisciplinari ha visto mutare inevitabilmente il volto delle camere operatorie. La sala operatoria ibrida è un ambiente multifunzionale, dove è possibile effettuare procedure che combinano un approccio mini-invasivo, percutaneo, endovascolare e transcutaneo con quello chirurgico tradizionale per interventi multidisciplinari.
Negli ultimi anni è avvenuta anche una profonda modificazione delle caratteristiche dei laboratori di Emodinamica, dove tradizionalmente attraverso metodiche di indagine invasive – quali la coronarografia – e non invasive – quali l’ecocardiografia color Doppler – si effettuano studi morfologici e funzionali della circolazione cardiaca.
Nel nuovo Polo sono state predisposte tre sale angiografiche, con requisiti strutturali e tecnologici in grado di garantire l’esecuzione di tutte le tecniche percutanee all’avanguardia. Una delle sale è fornita di programmi radiologici dedicati all’impiego in neonati e lattanti.
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