Era stato annunciato lo scorso giugno in fase di discussione della Riforma del lavoro. Ora il bonus per pagare la baby sitter – ma anche, volendo, l’asilo nido – diventa realtà. E’ la sperimentazione che lancerà il governo a partire dal 2013, quando le madri lavoratrici, durante il primo anno di vita del figlio, potranno usufruire di un assegno di 300 euro per un massimo di sei mesi, così che il rientro al lavoro possa risultare meno complicato. Per evitare che qualcuna se ne approfitti, lo Stato verserà direttamente il denaro alla struttura educativa scelta o, in caso di baby sitter, farà ricorso al meccanismo dei voucher, i classici buoni per i lavori occasionali. Facendo qualche calcolo totale, il governo ha a disposizione 20 milioni di euro l’anno per tre anni. Nel caso in cui tutte le neomamme dovessero attingere al contributo massimo, 1.800 euro in sei mesi, la cifra complessiva coprirà circa 11mila donne. Un numero piccolo se confrontato con il numero di nati del 2011 in Italia, che ha toccato quota mezzo milione e passa. a è pure sempre un passo in avanti. Che prevede una regola precisa: chi prenderà il bonus, dovrà ru
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