Bimbo cieco: la diagnosi è tardiva ma l’Ausl non paga

Sindrome di Arnold-Chiari. Questa la malattia di un bambino di Ravenna che, come racconta La Voce di Romagna, ha ricevuto la diagnosi troppo tardi all’ospedale Santa Maria delle Croci. Dei segnali della rara malformazione della fossa cranica posteriore di cui soffre si erano in parte accorte le sue maestre del nido, quando all’età di due anni notavano spesso che il piccolo cadeva e sbatteva. E avevano così avvertito i genitori.

I ritardi diagnostici hanno fatto sì che il consulente di parte abbia calcolato un danno biologico del 25%. Non solo: a fronte di una transazione raggiunta tra l’Ausl di Ravenna e i genitori del piccolo, dei 150 mila euro pattuiti non è stato versato nemmeno un centesimo. Eppure l’accordo, datato 10 febbraio scorso, prevedeva che l’assicurazione competente versasse i primi 40 mila euro entro cinque giorni e il resto in quattro rate mensili.

ospedale-e1384159219998La mamma del piccolo ha raccontato di essere stata costretta a chiedere un prestito per fare fronte a tutte le spese. E per il collaudo degli occhiali dovrà chiedere un altro prestito da oltre 600 euro. 

Riavvolgendo il nastro, nell’agosto 2008 all’ospedale di Ravenna dopo una valutazione ortottica viene diagnosticata una diminuzione della capacità visiva. Altri accertamenti rilevano un nistagmo, cioè movimenti oscillatori dei globi oculari. Ma il trattamento consigliato – i bendaggi, in primis – non danno gli effetti sperati. E’ l’ottobre del 2010 quando dopo visita oftalmologica viene rilevato uno strabismo convergente con una riduzione forte della capacità visiva: l’occhio destro ha 3/10 e il sinistro 1/10 appena. Al Meyer di Firenze, dopo qualche giorno, confermano la sindrome di Arnold-Chiari. Il bimbo ha un danno importante alla schiena a causa di una malformazione indotta dalla patologia per la compressione della colonna vertebrale. L’intervento è da fare con urgenza per evitare la sedia a rotelle.

L’intervento viene eseguito ma è tardi e la vista è compromessa, tanto che il bimbo, a scuola, ha bisogno del sostegno. Ed è così che inizia i calvario legale.

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