Spiegare la diversità è una di quelle operazioni che rischiano di risultare piene di retorica. E di luoghi comuni. L’associazione Crea di Sassuolo, nata nel 2004 per volere di un gruppo di insegnanti ed educatori che a partire dai ragazzi disabili hanno preso a lavorare in campo culturale – con progetti teatrali, cinematografici e anche sportivi – ha sempre avuto un altro approccio al tema: “Per esempio i nostri spettacoli – spiega il presidente Francesco Gallo – non parlano direttamente di disabilità ma dei problemi di tutti. Quelli che, di certo, per i disabili sono ancora più accentuati. Ma che di fatto ci accomunano”.
Su questa scia, lo scorso anno Crea ha dato via al “Premio Ronzinante. Illustratori Ostinati” che si propone di far incontrare i bambini con la disabilità (la seconda edizione del bando si ispira a “I viaggi di Gulliver” di Swift) e che ha ha assegnato il premio assoluto a Jacopo Oliveri che – come da concorso – ha presentato due tavole su Don Chisciotte che poi hanno ispirato “Storie di Dulcinea”, un libro pubblicato da Secop Edizioni e scritto proprio da Francesco Gallo, che Romagna Mamma ha intercettato alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna.
Ma perché proprio Don Chisciotte per raccontare la diversità? “Perché è il diverso per definizione – spiega Gallo – e subito, di Oliveri, ci è piaciuta l’idea che Don Chisciotte sia un’invenzione di Dulcinea e reso in maniera un po’ femminile: è lei che s’inventa il principe azzurro, non il contrario. Questo rovesciamento, per raccontare la diversità, è importantissimo”.
Il libro è subito entrato nelle grazie di Dario Fo, che nel giro di pochi giorni ha regalato il suo “idillio” al testo: “Nel paese dove sono cresciuto, sul Lago Maggiore, c’erano molti uomini che a causa della guerra si ritrovavano senza le gambe”. Uomini che, però, non andavano avanti a suon di tristezza: perché ti può capitare di perdere una gamba – anche tutte e due se ti va male – ma “se dentro di te sai cosa sono la libertà e la dignità allora non ti serviranno più le gambe perché potrai addirittura volare da una parte all’altra del lago, senza fermarti nemmeno un momento a prendere fiato”.
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