Poche righe ma che racchiudono tutta la commozione di chi si ritrova ogni giorno a soccorrere bambini, quegli stessi di cui noi scriviamo, voi leggete, spesso senza pensare che chi se li ritrova di fronte ha carne, ossa e sentimenti.
A giorni dall’episodio di cronaca che ha coinvolto una bambina di Bari, soccorsa dopo due giorni che vegliava la sua mamma morta, è sul profilo social della Polizia di Stato, quello ufficialmente conosciuto come Agente Lisa, che si racconta che cosa ne è stato della piccola. Educata a non aprire a nessuno, la bambina ha obbedito alla mamma anche dopo che era morta. Ha fatto i compiti, si è levata, ha mangiato quello che ha trovato. Mentre la mamma nella sua stanza era giù volata via lontano. E’ stato il nonno che vive a Pescara ad allarmarsi, non sentendole per due giorni e a chiedere aiuto ai soccorsi.
E così la polizia racconta della commozione di Maurizio Galeazzi, dirigente delle Volanti della questura di Bari, nel trovarsi di fronte alla bambina, peraltro coetanea del più piccolo dei suoi figli. Impossibile non restarne colpiti.
Ecco il post, ve lo riproponiamo integralmente:
“Molti di voi avranno letto nei giorni scorsi la notizia della bambina di Bari trovata da sola in casa a vegliare il corpo della mamma morta. Tutti sono rimasti colpiti da questa piccolina che si è comportata come una donna in miniatura. C’è però un’altra persona che non scorderà mai questa triste avventura. E’ Maurizio Galeazzi, cioè il dirigente delle Volanti della questura di Bari, che dopo oltre trent’anni di servizio in tante città ha visto sciogliersi come neve al sole la corazza che aveva sull’anima dopo tanti anni di Strada, quella con la S maiuscola.
Perché tante cose brutte alla fine ti induriscono, ma trovare quella creatura di pochi anni, tra l’altro coetanea del più piccolo dei suoi tre figli, che seduta composta sul divano ha iniziato a raccontargli che aveva mangiato, fatto i compiti, che si era vestita “tutto da sola” e che “mamma è in camera da letto, si è sentita male e forse è morta” è stato come rompere gli argini. La simpatia istintiva li ha coinvolti entrambi e arrampicarsi in braccio al poliziotto è stato naturale, un posto sicuro e Maurizio si è definitivamente arreso a quelle belle emozioni quando chiedendo alla piccola se si fidava di lui, lei ha annuito chiedendogli di portarla fuori di lì.
Ma bisogna farle mangiare qualcosa subito e allora un panino e un po’ di frutta, su richiesta della bimba, vanno bene ma ci sono anche da coordinare le attività di indagine e bisogna mantenere la lucidità, che non è semplice con quello scricciolo in braccio, che per uno scherzo della mente ti sembra che sia tuo figlio.
Mentre gli altri colleghi si danno da fare, Maurizio deve convincerla ad andare in ospedale per qualche esame e quello proprio non le va. Allora come fare? La promessa di una corsa in ambulanza e di poter suonare la sirena risolvono il problema!
Quel frugoletto istantaneamente si affeziona proprio ai poliziotti e, forse complice qualche disavventura della mamma, se ne esce con uno sgrammaticato e tenero “ voi siete più simpatichi dei Carabinieri”.
Da quelle braccia scende solo quando arriva il nonno ma Maurizio ora è il suo amico e anche lui non riesce a chiuderla subito lì con la sua nuova piccola amica.
Lui continua ad informarsi, a seguirla, a parlare con il nonno e gli zii della nuova vita che sta affrontando a scuola e in famiglia.
Lei torna a trovarlo in questura e un orsacchiotto in uniforme, regalino degli “amichi” poliziotti, diventa quello che lei chiama “il mio angelo custode” e che li chiamerà quando avrà paura.
Poi tutta una rete di solidarietà si attiva intorno a lei e anche il cagnolone e il gatto di casa, che non si possono più tenere, trovano alloggio in una buona struttura con molte persone che hanno già fatto richiesta di adozione. Arrivano vestitini, giocattoli e l’interessamento dell’assessore al welfare del comune di Bari per seguire il futuro della piccola. Ecco il futuro. Ne abbiamo parlato con Maurizio e ci ha detto che per lui ormai i figli da seguire sono quattro!”
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