La Corte d’appello ribalta la sentenza del 2012: nessun collegamento tra vaccino trivalente e autismo

VaccinoNo, non c’è alcun collegamento tra il vaccino trivalente – quello somministrato contro morbillo, rosolia e parotite – e l’autismo. Lo dice la Corte d’Appello di Bologna rovesciando di fatto la sentenza del giudice del lavoro di Rimini che nel 2012, invece, aveva riconosciuto il risarcimento a una coppia romagnola il cui figlio era stato vaccinato dieci anni prima e al quale, immediatamente dopo, era stato diagnosticato l’autismo.

La notizia, riportata da La Repubblica, è destinata a far discutere. La decisione del 2012, infatti, in questi anni è sempre stata considerata “storica”, un vero punto di riferimento per tutti i casi assimilabili a quello riminese.

Il Ministero della Sanità, in primo grado, era stato condannato a pagare 200mila euro. Ma il consulente tecnico d’ufficio nominato dalla Corte, il dottor Lodi, ha demolito le ricerche presentate dal consulente della famiglia, in particolare quelle del medico inglese Wakefild che su Lancet aveva pubblicato un discusso articolo sui collegamenti tra vaccini e autismo. Uno studio poi ritirato. Nella sentenza si dice anche che, nel caso del bambino di Rimini, tra vaccino e diagnosi d’autismo c’è solo un collegamento temporale ma non causale.

Antonio Ferro, medico responsabile del sito Vaccinarsi, ha puntato il dito contro i gruppi antivaccinali che a suo parere in questi anni avrebbero “utilizzato” la sentenza del 2012 per convincere centinaia di famiglie a rifiutare il trivalente per i propri bambini.

Luca Ventaloro, avvocato della coppia romagnola e di molte altre che hanno fatto cause per i danni da vaccino (noi l’avevamo seguito di recente a Ravenna), non è sembrato particolarmente scosso. Secondo il legale, infatti, la Corte non ha preso in considerazione i più recenti studi in materia: “Andremo in Cassazione”, ha detto.

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Commenti:

  1. Credo che sia una sentenza giusta: secondo tantissimi studi non c’è mai stata questa assurda correlazione. E’ ora che anche le autorità ammettano questo dato di fatto.

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