Sotto l’albero regali ma anche raffreddore, febbre e tosse. Una sorpresa che, complice la discesa delle temperatura, riguarderà tra i 100.000 e i 120.ooo italiani, in questi giorni a letto con l’influenza.
Secondo l’ultimo aggiornamento disponibile diffuso dalla rete Influnet-Iss, che con i 740 medici sentinella monitora l’andamento delle sindromi influenzali, già tra l’8 e il 14 dicembre le persone a letto con l’influenza erano 97 mila: febbre e naso che cola i principali sintomi.
Fabrizio Pregliasco, virologo dell’università degli Studi di Milano, ha spiegato all’AdnKronos Salute che durante le feste ci sarà un probabile aumento del numero dei malati anche se per il picco “dovremo aspettare almeno febbraio, magari con un po’ più di ritardo rispetto agli altri anni per via del clima mite iniziale di questa stagione invernale”.
A contribuire al passaggio di virus da uno all’altro, saranno, secondo il medico, “viaggi e visite a parenti e amici, e ancora di più gli abbracci e i baci sotto il vischio, a fare da motore per una stagione non ancora entrata nel vivo. Sono un mix perfetto, insieme al freddo, per dare il benvenuto all’influenza”.
In un rapporto pubblicato di recente, il Centro europeo per il controllo e la prevenzione delle malattie (Ecdc) ha messo in guardia sul rischio che il ceppo virale che anima la stagione influenzale, l’A/H3N2, possa mutare. Secondo gli specialisti, infatti, è probabile che questo virus vada incontro a una deriva antigenica, rispetto al ceppo incluso nel vaccino.
La conseguenza è che l’iniezione scudo “risulterebbe in questo caso leggermente meno efficace e si potrebbero verificare più casi gravi”, spiega l’infettivologo. “Ma è importante che le persone si vaccinino comunque – ribadisce Pregliasco – perché la protezione è anche per gli altri virus circolanti. Al momento non abbiamo ancora osservato in Europa la mutazione dell’A/H3N2, ma ci aspettiamo che arrivi. E per valutarne l’eventuale impatto dovremo capire in che quota contribuirà all’andamento complessivo della stagione”.
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