Due fratellini di quattro e sei anni sono costretti a vivere in tenda, a Cesena, dopo che i genitori, Baija e il marito, hanno ricevuto lo sfratto. Lo racconta il sito Cesena Today, che riprende la segnalazione del “Comitato Difesa Sociale – Sportello AntiSfratto della Rete di Lotta per la Casa Emilia Romagna”. La nota del Comitato descrive lo sfratto di ieri mattina denunciando la durezza con la quale è avvenuto: ufficiale giudiziario e proprietario della casa che si presentano alla porta insieme a due carabinieri e a un fabbro, per lasciare la famiglia per strada.
La denuncia del Comitato prosegue descrivendo i tentativi che la famiglia in questione avrebbe fatto in questi mesi per cercare una soluzione alternativa alla casa dove già risiedeva. Nulla da fare, però: viste le difficoltà economiche dei genitori dei due bimbi, non è stato possibile pagare le mensilità in anticipo richieste quando si prende in affitto un’abitazione, tantomeno una fidejussione bancaria di qualche migliaia di euro.
Nemmeno i sindacati, la parrocchia e la Caritas – spiega sempre il Comitato – sono stati in grado di fornire alternative alla famiglia, che nell’appartamento dal quale è stata sfrattata viveva da dieci anni. Una casa che fa parte di un condominio di undici appartamenti gestiti direttamente dal Comune di Cesena a San Carlo.
In realtà, accusa il Comitato, la soluzione ventilata dai servizi sociali sarebbe stata quella di separare la famiglia: madre e figli in una casa famiglia e padre alla Caritas. Ipotesi che Baja, il marito e i bambini hanno rifiutato.
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