La regione multietnica è alle porte. Nel 2020, un terzo dei nuovi nati avrà genitori stranieri. E la scuola dovrà stare al passo

bambino stranieroTra cinque-sei anni, un terzo dei nuovi nati in Emilia-Romagna sarà di origine straniera. A dipingere questo quadro multietnico è il rapporto “Una Regione diversa”, partendo da alcuni dati attuali: la popolazione dell’Emilia-Romagna ha ricominciato a crescere, con oltre 4,4 milioni di residenti nel 2013, di cui 547 mila di cittadinanza non italiana. La previsione al 2020 è di un’ulteriore crescita di quasi 200mila persone, arrivando a circa 800 mila residenti con cittadinanza straniera. Nei prossimi 6 anni, oltre un quarto della popolazione italiana avrà più di 65 anni, con 40 mila grandi vecchi (over 75) in più, mentre oltre un quarto degli under 40 avrà una cittadinanza straniera.

Dal rapporto emerge ancge che nel 2020 un nato ogni 3 avrà entrambi i genitori stranieri e che complessivamente il 40% dei nuovi nati avrà almeno un genitore straniero. Inoltre, la popolazione regionale si rinnoverà a ritmi sostenuti: da oggi al 2020 quasi 900 mila persone sono previste in arrivo o in uscita, italiani e stranieri. Sono in aumento gli emigranti italiani, soprattutto i giovani. Se in questi anni, la crescita demografica è stata trainata dall’aumento della popolazione straniera, le proiezioni confermano che questa tendenza continuerà fino al 2020. Con una differenza, però. La crescita non sarà sostenuta da flussi migratori dall’estero, ma dal numero di nati stranieri in Emilia-Romagna. Il saldo naturale degli stranieri (il numero di nati in regione con cittadinanza straniera meno il numero di stranieri morti in regione) continuerà ad aumentare: considerando 100 il valore del 2003, si è passati a 225 nel 2013 e nel 2020 supererà 250.

Una delle criticità che emergono riguarda, in particolare, i giovani. Il tasso di disoccupazione dei giovani adulti (20-39 anni) è molto più elevato del tasso di disoccupazione complessivo ed è triplicato negli ultimi 5 anni. Tra i giovani a soffrire di più sono gli stranieri: oltre un giovane su 5 è privo di occupazione, anche quando la cerca attivamente. E non sono previsti miglioramenti al 2020. Gli ostacoli di accesso e di collocazione sul mercato del lavoro sono maggiori e i livelli di istruzione sono più bassi, con tassi molto più alti di abbandono precoce. Si tratta di una frattura rilevante per la comunità, considerato che sono cittadini stranieri il 20% dei giovani residenti oggi in regione e che il loro peso salirà al 27% nel 2020. “I risultati di questo progetto sono importanti, anche se drammatici per chi ha la responsabilità delle decisioni – ha detto l’assessore regionale alle Politiche sociali, Teresa Marzocchi – e ci dicono che bisogna fare politiche per i giovani perché nessuno di loro sia lasciato indietro e che dobbiamo smettere di pensare all’immigrazione in modo ideologico. Siamo già da tempo una comunità multiculturale, ora servono politiche multiculturali orientate e ben definite per fare sviluppo”.

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