Una comune lite tra bambini all’uscita di una scuola elementare ha scatenato una serie di eventi che per poco non hanno portato a una tragedia.
Secondo quanto riporta il Corriere Romagna in edicola oggi nelle pagine ravennati, due bimbi bisticciano davanti a una scuola del Cervese: nella lite però si intromettono un padre (un tunisino residente nel Forlivese) e un fratello maggiore di 17 anni. I due litigano, volano parole grosse, ma lo scontro rimane verbale. Tutto sembra finito con il ragazzo che accompagna a casa, in un frazione delle Ville Unite, il fratellino a bordo del suo Apecar.
La storia, invece, è appena iniziata. Pochi giorni dopo, infatti, nella casa delle Ville Unite suona il campanello: il tunisino ha scoperto l’indirizzo del 17enne e vi si è recato armato di bastone. Ad aprire la porta è il padre del ragazzo, che viene preso a bastonate (i carabinieri lo troveranno sanguinante e la prognosi sarà di un mese). L’aggressore viene fermato e denunciato a piede libero.
Già brutta così, la vicenda ha però un seguito forse ancora più inquietante. Qualche sera dopo, infatti, nelle strade di San Pietro in Vincoli e Carraie arrivano cinque auto con a bordo una quindicina di giovanissimi maghrebini provenienti da Forlì. Stanno dando la caccia al ragazzo dell’Apecar. A farne le spese è anche un altro giovane, anche lui con un Apecar e amico del ‘ricercato’, che viene bloccato, accerchiato e sballottato. Il ragazzo trova rifugio in un bar e allerta, oltre ai carabinieri, anche l’amico. Nel frattempo, gli aggressori si dileguano.
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