“Halloween rende i bambini protagonisti della comunità”. Parola del maestro del thriller Eraldo Baldini

halloween Ha fondato un nuovo genere letterario, il gotico rurale, ha scritto diversi saggi sulle tradizioni locali in cui spiega come Halloween non sia quella festa interamente importata dal mondo anglosassone che molti credono e, soprattutto, ha fatto dei bambini alcuni dei protagonisti di storie indimenticabili come Nebbia e cenere e L’uomo nero e la bicicletta blu (entrambi i libri sono usciti per Einaudi).
Chi, dunque, meglio di Eraldo Baldini poteva parlare del ruolo che la paura che si avverte guardando un film, leggendo un racconto o ascoltando una storia ha nello sviluppo dei bambini. “Il bambino ha una pulsione istintiva verso il perturbante. Prova paura, sì, ma anche una forte attrazione. Con le dovute cautele non è pedagogicamente sbagliato proporgli storie di universi fantastici, paurosi. Anche perché nelle storie per bambini e ragazzi le forze del bene prevalgono sempre su quelle del male”.

La paura come ingrediente pedagogico dunque?
“La paura che proviene da un libro o da un film è una paura controllata, che viene affrontata in un luogo sicuro, è condivisa e condivisibile. E’ come una sorta di vaccinazione, che aiuta il bambino a gestire quelle paure che invece sono tutte sue, che comunque ha e che deve affrontare da solo”.

Via libera ai mostri di Halloween allora
“Ad Halloween ci sono maschere terrificanti, ma tutto è vissuto in un clima festoso e di condivisione. Inoltre è una festa che rende i bambini protagonisti: vanno nelle case, si divertono, si sentono parte di una comunità e sperimentano anche la libertà in orari inconsueti per loro”.

Da bambino c’era qualche storia che ti spaventava particolarmente?
“Sono cresciuto negli anni Cinquanta, in una casa di campagna in cui non c’era la televisione. Il passatempo serale era un trebbo in cui i più anziani raccontavano fiabe terrificanti; mi impressionavo, ma non ne ho mai sofferto. Anzi, non vedevo l’ora che arrivasse la sera successiva per ascoltarne altre”.

Ogni anno, in occasione di Halloween, in molte parrocchie compaiono manifesti che invitano le famiglie a disertare la festa, a non mandare i bambini in giro mascherati
“Proprio la Chiesa che ha dipinto la morte nelle maniere più terrificanti e inaffrontabili… L’origine di Halloween è pagana? Certo, come tutte le feste di cui la Chiesa si è appropriata, a partire dal Natale. La storia religiosa dell’uomo ha almeno cinquanta-sessantamila anni; il cristianesimo ne ha duemila e non può certo pretendere di cancellare un Dna culturale basato, tra l’altro, su cose molto concrete come il ritmo delle stagioni. Halloween era il capodanno agrario, un periodo in cui si credeva che si aprissero i passaggi tra il mondo dei vivi e quello dei morti. E per i morti che tornavano si preparavano quei dolcetti che oggi i bimbi chiedono girando di casa in casa. Lo trovo un culto molto dolce, per nulla satanico”.

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