Una folle gelosia, peggiorata dall’abuso di sostanze stupefacenti, alcol e anabolizzanti. Un mix che ha reso un inferno la vita a una ragazza di 27 anni, di origini marocchine, che nel 2010 conosce a Rimini un ragazzo napoletano di un anno più grande di lei, se ne innamora e dopo pochi mesi di frequentazione ci va a convivere.
Il carattere violento di lui emerge fin da subito: ogni pretesto è buono per dare in escandescenze e massacrare di botte la ragazza, che già dopo pochi mesi di convivenza, nell’aprile del 2011, è costretta a recarsi al pronto soccorso per una mandibola rotta. La giovane non denuncia il ragazzo, ma prova a interrompere la convivenza: lui inizia a tempestarla di telefonate e messaggi, fino a che non ottiene di farla tornare. Pochi mesi e la ragazza è di nuovo al pronto soccorso.
L’escalation di violenze è continua, tanto che nell’estate del 2012 la giovane marocchina finisce col recarsi per sette volte al pronto soccorso, senza mai sporgere denuncia.
La svolta arriva nel giugno di quest’anno, quando a chiamare la polizia, alle 4.30 del mattino, sono i vicini messi in allarme dalle grida che arrivano dall’appartamento dei due giovani. Gli agenti arrivano, a fatica riportano la calma, ma poche ore dopo la ragazza viene di nuovo massacrata tanto da riportare la frattura di una vertebra e alcune lesioni interne che rendono necessario un ricovero ospedaliero di un mese.
Questa sarà l’ultima violenza: la ragazza trova il coraggio di denunciare il compagno. Al termine dell’indagine, il 9 ottobre il gip di Rimini emette un’ordinanza di custodia cautelare. Il ragazzo, dipendente delle Ferrovie dello Stato, è stato rintracciato a Livorno da dei parenti.
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