Passa tutte le mattine della settimana scolastica nella scuola frequentata dal figlio, in attesa che suoni una campanella che le segnala che suo figlio, disabile in sedia a rotelle, ha bisogno del suo aiuto per sistemare le gambe, per bere o per essere spostato.
La storia, paurosamente simile a quella del papà che vigila sulla figlia dal cortile della scuola, è stata raccontata dalla Voce di Romagna, edizione di Cesena.
L’insegnante di sostegno per questo ragazzo di 17 anni c’è solo per tre ore e quindi, per godere del tanto sbandierato diritto allo studio, la mamma gli fa da supporto anche nelle ore scolastiche. Senza però entrare nella classe della scuola superiore che frequenta, perché non può. Può solo stare nel corridoio, ad attendere il segnale di bisogno.
Il ragazzo, che ora frequenta la seconda in un istituto superiore del Cesenate, anni fa fu colpito da una mezza paralisi mentre si trovava in piscina. Per mesi è rimasto in coma, poi ha cominciato a riprendersi e ora sta facendo tanta fisioterapia per continuare a migliorare.
Secondo quanto riportato dalla Voce, l’anno scorso il ragazzo aveva un insegnante di sostegno, che quest’anno è stato tagliato per mancanza di fondi. Lui ha bisogno più che altro di aiuto fisico, non intellettivo, così anche gli insegnanti si sono dati una turnazione, che però non copre tutte le ore di presenza. E la mamma non si sente di abbandonarlo.
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Possibile Lucchi che nella tua città esista questo caso che fa discutere..Vedi di correggere tale anomalia (c.i)
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