Abbigliamento e disciplina a scuola. Un regolamento potrebbe aiutare i ragazzi?

bambina vestiti“Quella gonna è troppo corta!”, “Quella maglia è troppo scollata!”, “Quei jeans strappati (o con il cavallo basso), proprio non si guardano…”. Commenti comuni nelle case in cui vivono figlie e figli adolescenti o quasi. Ma cosa fareste se nelle scuole medie e superiori operasse una ‘fashion police’, ossia personale addetto a giudicare l’abbigliamento quotidiano dei vostri figli?

I ragazzi di sicuro non la prenderebbero bene. L’incubo di molti giovanissimi è diventato realtà per i 4mila studenti di una scuola superiore di New York, la Tottenville di Staten Island. Il preside ha diffuso un vero e proprio regolamento sul dresscode che i ragazzi devono rispettare per frequentare le lezioni.

La filosofia che sta alla base della normativa è che il motto ‘vestiti per il successo’ è applicabile non solo al posto di lavoro, ma anche alla scuola. “Le ricerche – sostiene il preside – hanno dimostrato che l’adozione di un codice di abbigliamento sprona gli studenti alla disciplina, diminuisce la violenza, aiuta i giovani a resistere alle pressioni”.

Vietate, ovviamente le minigonne, ma anche i pantaloncini corti, le t-shirt senza maniche, i jeans troppo attillati o con la vita troppo bassa. Vietato indossare cappelli o felpe con il cappuccio o portare un portafogli con la catena.
Alcuni genitori si sono dovuti attrezzare per portare un cambio di biancheria ai loro figli, come succede all’asilo.

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