Assomiglia a un raffreddore ma è più forte, fino a richiedere in molti casi un ricovero ospedaliero. E’ quello che gli scienziati hanno chiamato Enterovirus D68, un patogeno imprevedibile che per ora non si è riusciti a definire in che maniera potrà ancora propagarsi e con quali conseguenze. I medici, infatti, temono che sia solo la punta dell’iceberg ma che in America è destinato a contagiare molte più persone. Ad oggi ha colpito per lo più bambini e un solo adulto.
Si è diffuso in ben dieci stati degli Stati Uniti, a velocità che sono aumentate notevolmente dopo l’apertura delle scuole. E’ un virus delle vie respiratorie che dà sintomi molto simili a quelli di un forte raffreddore, con dolori muscolari e difficoltà a respirare ma nei casi più delicati, come per i bambini asmatici o con problemi di salute, ha comportato il ricovero in ospedale.
In strutture come il Children’s Mercy a Kansas City i piccoli ricoverati sono 500. Tra tutti e dieci stati si parla quasi di mille bambini.
I consigli per una buona prevenzione sono quelli già indicati nei casi di influenza: lavarsi bene le mani, pulire oggetti a contatto con chi ha contratto il virus, non portarsi le mani ad occhi e bocca.
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