In punizione in uno stanzino al buio. E ancora sapone in bocca per impedirgli di bestemmiare, tirate di orecchie e di capelli e scappellotti. Questo quanto sostenuto dall’accusa che ha chiesto il rinvio a giudizio per una maestra di una scuola materna del ravennate, frequentata da bimbi dai 3 ai 6 anni.
Le accuse nei confronti della donna – come oggi riportato sulle pagine de La Voce di Romagna – sono quelle di maltrattamenti aggravati e sequestro di persona. La maestra si è sempre dichiarata innocente e al momento – anche col sostegno della scuola – continua a lavorare nell’istituto dove sarebbero successi i fatti.
L’indagata ha chiesto il rito abbreviato e martedì 22 settembre davanti al gup Rossella Materia e al pubblico ministero Cristina D’Aniello ha negato di avere alzato le mani su quel bambino. Intanto i genitori si sono costituiti parte civile, mentre nelle prossime udienze verranno ascoltati gli esperti che dovranno valutare se e come ascoltare il piccolo. Infatti gli eventi incriminati risalgono ad alcuni anni fa. L’apertura del fascicolo è avvenuta solo ora, dopo un episodio preciso: il bambino finita la scuola materna e iniziata quella elementare ha chiesto alle nuove insegnanti quali sarebbero state le punizioni nel caso non avesse ubbidito. Da qui l’apertura del caso.
Quindi gli inquirenti hanno sentito il bimbo, che di fatto ha raccontato gli episodi delle punizioni nello stanzino, delle sberle, degli strattonamenti e del sapone in bocca.
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Commenti:
Buongiorno Sig.ra Budini, penso che almeno il nome della Scuola dovrebbe essere specificato. Magari ci sono stati altri casi e non solo uno. Lei non e’ d’accordo? Da quello che leggo la maestra continua a lavorare, come puo’ essere? In questo caso si dovrebbe sospendere in attesa di giudizio, almeno per tutelare gli altri bimbi.
Gentile Daniele, il nome della scuola non è stato detto neanche a noi. Anche io la penso come lei. Aspettiamo anche noi di saperne di più. Ma ci dicono che vanno tutelati i minori che frequentano quell’asilo e il bambino al centro della vicenda.
Anch’io la penso così non pubblicare il nome della scuola e dare una notizia del genere genera solo angoscia in noi genitori.
Mi meraviglio che con reati di sequestro di persona sta deficente lavora ancora con bambini.che la giustizia faccia il suo dovere e speriamo che la signora in questione si prepari a pentirsi dei suoi errori.
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