E-book personalizzati per aiutare i bambini ad affrontare situazioni difficili

Schermata 2014-08-29 a 9.24.02 AME-books personalizzati per bambini, pensati per aiutare i genitori ad affrontare con i propri figli argomenti delicati e difficili. È Writing for Tiny, “un modo nuovo e innovativo di parlare ai bambini attraverso la magia dei libri”, creato da Gail Condon, ex infermiera pediatrica originaria di Cork che nel 2012 ha lasciato il suo lavoro in ospedale per iscriversi al Trinity collage di Dublino e studiare la terapia del linguaggio.

“L’idea è nata mentre lavoravo al Cork university hospital e al Crumlin children’s hospital – racconta Gail al quotidiano irlandese The Independent -.Spesso per i bambini essere in ospedale può essere motivo di confusione e disorientamento, per questo ho voluto creare disegni personalizzati allo scopo di distrarli e di spiegare loro cosa stava succedendo”.
Gli e-book possono essere acquistati nel sito internet Writing for Tiny, creato nell’aprile dello scorso anno, dove i genitori, dopo essersi registrati, possono accedere a differenti tipi di racconti, scegliere quello più adatto alla loro situazione e personalizzarlo con i dettagli del figlio come nome, genere, colore dei capelli, abbigliamento e altri elementi specifici che permettono al bambino di identificarsi meglio con il protagonista della storia.

La procedura è completamente on line e interattiva. Così, è possibile scegliere tra “ingresso a scuola”, “inizio del metodo Montessori”, “permanenza in ospedale”, “trasloco”, “arrivo di un fratellino”, “brutti sogni”, situazioni, a spesso difficili, che i genitori si trovano ad affrontare con i figli.

“A volte può essere difficile trovare le parole giuste per spiegare determinate situazioni a un bambino ed è in questo caso che intervengono gli e-book”, si legge nel sito. Sei sono i libri attualmente disponibili, anche se molti altri sono in arrivo per aiutare i genitori ad affrontare altre situazioni problematiche come un divorzio o episodi di bullismo.
Al progetto lavorano quattro persone, oltre a Gail e al compagno Micheal, pediatra, anche Phil Ahern, software developer, e Fidelma Connolly, esperta di dinamiche familiari. “La sfida più grande è stata quella di avere la riconoscibilità del marchio – conclude Gail – ed è stato difficile essere ascoltati per avere il budget per avviare l’attività. All’inizio ho provveduto autonomamente poi siamo stati sostenuti anche da una campagna di crowdfunding insieme al Trinity collage di Dublino”.

Fonte: Redattore Sociale

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