Rimini: cordone ombelicale di neonato salva bambino francese

donazioneIn Francia, un bimbo è vivo grazie al sangue cordonale donato da una mamma di Rimini. Una mamma che è stata altruista e che, subito dopo aver dato alla luce F., il suo bambino, ha permesso di collocare il sangue del cordone ombelicale, invece di buttarlo via, nella banca pubblica del sangue cordonale del Sistema Sanitario Regionale dell’Emilia Romagna, situata a Bologna. Anni dopo dalle cellule estratte da quel sangue cordonale si è potuta realizzare una terapia che ha salvato la vita a un bimbo francese. E ora F. ha ricevuto una letterina in cui lo si informa che grazie al suo sangue e alla generosità della sua mamma, ha, appunto, salvato un bimbo.

Piccoli miracoli come questi sono possibili grazie alla donazione del sangue cordonale. Per incentivare questi gesti ieri mattina si è svolta una cerimonia inaugurativa nel reparto di “Ostetricia Ginecologia” dell’Ospedale “Infermi” di Rimini nella quale è stato presentato un video “Dalla vita alla vita” realizzato e donato dall’associazione Soroptimist di Rimini, riguardante il trapianto autologo di cellule del sangue cordonale, che verrà proiettato costantemente nelle sale del reparto e anche al Consultorio di Rimini.

All’evento erano presenti il dottor Stefano Busetti (Direttore Medico del Presidio Ospedaliero di Rimini – Santarcangelo – Novafeltria), il dottor Giuseppe Battagliarin (Direttore dell’”Ostetricia Ginecologia”), la dottoressa Simonetta Nucci (Direttore del Servizio Trasfusionale di Rimini) e la signora Diana Cesari, Presidente Soroptimist Rimini.

Ha aperto i lavori il dottor Busetti spiegando che “la donazione di sangue cordonale rappresenta un equilibrio tra medicina miracolistica e medicina vera, che facciamo qui all’Ospedale, e che è un importante traguardo della sanità pubblica emiliano romagnola. Speriamo, con questo video, di fare ancora di più: ora su tremila parti circa che ogni anno vengono effettuati all’“Infermi” circa il 10 per cento, 300 mamme, fanno la donazione di sangue cordonale. Dobbiamo lavorare sul restante 85-90 per cento”.

Come hanno spiegato il dottor Battagliarin e la dottoressa Nucci il sangue cordonale è il sangue che resta nei vasi cordonali e placentari dopo che il cordone ombelicale del neonato è stato reciso. Questo sangue, che normalmente viene scartato insieme alla placenta, ora può essere raccolto, conservato e donato. Un’operazione questa, che non comporta rischi né per la madre, né per il bambino; esso viene raccolto dopo la nascita e la raccolta può avvenire sia durante il parto naturale sia durante il parto cesareo.

Donare il sangue cordonale è molto importante e rappresenta un gesto di grande solidarietà e lungimiranza. Può infatti aiutare a salvare la vita di altri bambini e adulti ammalati e può contribuire alla ricerca sulla cura di numerose malattie che ancora oggi ci affliggono. “Inoltre – ha detto il dottor Battagliarin – qualora il bambino che ha donato il sangue un domani ne avesse bisogno, si riesce pressochè sempre a recuperare le sue cellule staminali poiché tutto il percorso donativo è monitorato e tracciato.

La raccolta del sangue cordonale avviene durante il parto, e questa operazione richiede dunque una stretta collaborazione tra l’unità operativa di Ostetricia Ginecologia ed il Servizio di Immunoematologia e Medicina Trasfusionale e il Coordinamento Locale Trapianti dell’Ospedale “Infermi” di Rimini, guidato dal dottor Fabio Bruscoli. Il sangue cordonale raccolto in un idoneo contenitore (sacca) – una volta verificatane l’idoneità tramite un precedente colloquio (consenso) ed esami alla mamma, con le stesse regole dettate dai Decreti Ministeriali relativi alla donazione di sangue – viene trasferita nella Banca Regionale del Sangue Cordonale. A sei mesi dal parto, se i controlli eseguiti sulla donazione (sacca) e su nuovi prelievi ematici (gratuiti) della mamma si dimostrano ancora idonei, la donazione entra nei circuiti internazionali.

 Nel corso dell’anno 2013 all’Ospedale “Infermi” di Rimini sono state “reclutate” 298 partorienti, che hanno accettato di donare il sangue cordonale. La raccolta del sangue cordonale è stata possibile per 212 di esse ed è stata inviata alla Banca del Cordone. Delle 212 sacche di sangue cordonale inviate, 16 (pari all’8 per cento) sono risultate idonee a scopo trapiantologico, le rimanenti sono state utilizzate a scopo di ricerca e per la produzione di emocomponenti ad uso topico. Le donazioni di sangue cordonale raccolte a Rimini rappresentano il 28,5 per cento di quelle raccolte negli ospedali abilitati di tutta la Romagna e il 5,4 per cento di quelle raccolte nell’intera regione.

 

 

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