Si chiama Emma Hannigan ed è una mamma e moglie inglese, autrice del libro ‘Perfect wives’. Non una donna come le altre, perché Emma continua a prendere la vita di petto, nonostante dal 2007, quando per la prima volta le hanno diagnosticato il cancro, lei abbia continuato a combatterci ben otto volte. Oggi ne ha uno ancora, sul collo, è sottoposta a un ciclo di radioterapia, prende un medicinale forte ma negli anni – racconta in un toccante e profondo articolo scritto da lei stessa sul Daily Mail – anche gli effetti collaterali sono cambiati.
La sua vita combattendo tra un tumore e un altro ha un punto di inizio, la prima diagnosi, spiegata con dovizia di particolari ai suoi figli, allora sette e cinque anni, in un bar, mentre il marito, ancora sotto choc all’idea, faceva una passeggiata lì intorno per non assistere al racconto. Emma ha messo dal primo momento i suoi figli nelle condizioni di comprendere, seppure in maniera più leggera, che cosa le stesse accadendo: ha spiegato loro che aveva il cancro e un’altra malattia che un medico uomo e una donna le avrebbero curato. Che la cosa ‘divertente’ sarebbe stata che la mamma avrebbe perso tutti i capelli, assomigliando a un lecca lecca.
Tra un ricovero e un altro, un ritorno alla vita normale e un altro, Emma ha scoperto la passione per la scrittura, di avere una famiglia che la sostiene in maniera incredibile e tanti amici sui quali sempre fare affidamento. Continua a portare il cane a spasso, a seguire i suoi figli (che ora hanno 14 e 12 anni), a cucinare e, soprattutto, a parlare del cancro in casa che incredibilmente è diventato parte delle loro vite.
Sulla sua pelle Emma ha provato i progressi della medicina. Se fosse accaduto tutto 20 anni fa, ne è convinta, non avrebbe superato la malattia tutte queste volte. La sua è una famiglia con una predisposizione al cancro a causa di un gene difettoso, il BRCA1.
E oggi guarda avanti, con la fiducia di chi sa che d’altronde la vita di tutti è fatta di alti e bassi. La sua, per quel che la riguarda, è vissuta ‘quasi’ come fosse quella di una donna alle prese con una malattia cronica.
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