Assunta (con contratto) dall’assessore per fare sesso 4 volte al mese

Una storia degradante per le donne, una di quelle che pensi siano barzellette di cattivo gusto e invece è tutto vero. Protagonista una mamma di una bambina che adesso non vive più per la vergogna ma che si è messa nei guai proprio per stare più vicina alla sua, di mamma.

La donna è la ex segretaria particolare dell’assessore regionale abruzzese alla Cultura, Luigi De Fanis, 53 anni, medico ed esponente del Pdl. Lei invece ne ha 32 ed è piuttosto avvenente: lui se ne invaghisce, la assume e le fa addirittura firmare un contratto nel quale viene esplicitamente scritto che devono “stare insieme” almeno quattro volte al mese per fare l’amore. Il compenso? Trentaseimila euro all’anno.

Ma come è potuto accadere una simile compravendita di prestazioni da Medioevo delle relazioni umane? La donna, che vive in provincia di Chieti, si è giustificata così: “Lui era ossessionato da me, non ho potuto dire di no – ha spiegato agli inquirenti -. Avevo un lavoro a tempo indeterminato nella sanità ma ho accettato quello perché mi dava più libertà per stare più vicina a mia madre che non stava bene”.

Il contratto è stato trovato in casa della donna da parte dagli agenti della polizia giudiziaria di Pescara che stanno indagando su una complessa vicenda di tangenti (De Fanis è agli arresti). La donna, accusata di essere complice dell’assessore nel chiedere tangenti e madre di una bambina, adesso confessa di non vivere più e di non poter più uscire di casa senza essere derisa.

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