Con un click si corre il rischio di comprare latte materno con batteri

Dal Nationwide Children’s Hospital arrivano notizie allarmanti sul latte materno comprato via web. Di quello acquistato dall’équipe statunitense, per essere studiato e analizzato in laboratorio con la collaborazione del Cincinnati Children’s Hospital Medical Center e la Ohio State University, sembra essere a rischio il 75% circa.

Il campione in questione conteneva batteri dovuti a una cattiva modalità di confezionamento, in particolare batteri di tipo fecale causati probabilmente da una mancanza di igiene delle mani. Addirittura si è trovata traccia di salmonella, afferma la pediatra Sarah A. Keim, che ha coordinato lo studio in questione.

Questa è la prima ricerca volta ad analizzare la sicurezza del latte materno venduto su internet, una modalità di compravendita sempre più dilagante, soprattutto in Inghilterra e negli Stati Uniti. Una pratica però che può nascondere varie insidie ed essere pericolosa, in particolare quando a usufruirne sono dei neonati. La notizia ha fatto il giro del mondo e i risultati dei lotti analizzati sono stati pubblicati anche sulla rivista scientifica  Pediatrics  . Dati simili erano già stati presentati nel 2010 dalla Food and Drug Administration.

Non è possibile avere la certezza dell’ottima qualità del prodotto che si sta per ricevere quando lo si ottiene attraverso la rete, ma a volte una mamma è pronta a tutto pur di nutrire al meglio il proprio figlio. D’ora in poi si dovrà tener conto anche dell’incognita spedizione e confezionamento. Diverso invece è quando il latte è fornito dall’ospedale che lo sottopone a uno screening sicuro ed efficace.





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