Sarà all’altezza? Si saprà difendere? Troverà un ambiente accogliente? Le ansie e le preoccupazioni dei genitori quando il bambino deve passare dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia sono molte. Legittime, ma spesso specchio di fantasmi che non riguardano il bambino, bensì l’adulto. Sarà lo psicologo Francesco Vignatelli, questa sera alle 20,30 all’Isola di Nim di Faenza, a parlarne. Concludendo così il ciclo di incontri dedicati alla genitorialità. 
Il cambiamento fa paura: perché?
“Per varie ragioni che vanno dal fatto che il bambino ha ancora il pannolino, per arrivare alle rigidità sugli orari, o al rapporto numerico tra bambini e insegnanti, che non è lo stesso del nido”.
Anche le classi miste per fascia d’età causano timori?
“A volte sì. Ma io dico che non si sono controindicazioni, che sono una risorsa. Le classi miste sono un incentivo, i bambini sono stimolati dai più grandi e vedono in loro il proprio sviluppo potenziale. Davanti ad attività ‘da grandi’ si incuriosiscono e si mettono alla prova. Nelle scuole che ho visto, oltretutto, non ci sono forzature in questo senso”.
Per tranquillizzare i genitori non ci sono ricette. Ma qual è la direzione mentale giusta?
“Questa sera, a differenza di altre volte, non porterò slide. Darò voce alle emozioni dei grandi, ai loro punti interrogativi. Non è fuori luogo avere ansie, l’importante è sapere separare le proprie da quelle che potrebbero provare i bambini. Non è un caso che loro siano spesso contenti di andare alla materna. Solo davanti ad un effettiva difficoltà di inserimento, bisogna allarmarsi”.
Il problema, quindi, nella maggior parte dei casi è di noi grandi?
“Certo. Dimentichiamo in fretta che i bambini sono esseri che crescono. E vanno talmente veloci da non accorgercene”.
La nostalgia dell’ambiente del nido c’entra?
“Sì, dover abbandonare un posto che ha creato stabilità desta preoccupazioni. I genitori sottolineano che i bambini si trovavano così bene e chissà che cosa accadrà una volta lasciato quell’ambiente”.
Sono le abitudini dei grandi, ancora una volta, ad avere il maggior peso sulle paure?
“Sì, spesso aggravate da chi frequenta uno spazio bimbi o un baby parking privato. C’è poca letteratura sull’argomento. In ogni caso, il passaggio da clienti a utenti non piace: alla materna pubblica gli orari saranno rigidi, le esigenze personali verranno prese meno in considerazione”.
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