Il campione di superbike ai ragazzi: “La sicurezza al primo posto”

Il trauma è la prima causa al mondo di morte e di disabilità nelle persone di età inferiore a 40 anni e nell’ultimo anno, al Trauma Center di Cesena, centro di riferimento dell’Ausl Romagna, hanno avuto accesso circa 500 traumi maggiori, di cui la metà ricoverati in Rianimazione. L’età media dei pazienti con trauma grave è stata di 45 anni, mentre nel 16% dei casi di trauma il paziente aveva un’età inferiore ai 25 anni. La causa prevalente di trauma (62%) sono gli incidenti stradali. Un malato su 10 muore in rianimazione per trauma e un malato su tre, tra i sopravvissuti, ha disabilità residua a distanza. Sono i dati di una “campagna di guerra” che potrebbe essere evitata.

Sabato scorso, davanti agli studenti di Forlì, hanno parlato gli esperti del Trauma Center, tra cui il chirurgo Luca Ansaloni e l’anestesista Vanni Agnoletti (che avevamo intervistato qui). E c’era anche il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale Giuseppe Pedrielli: “Per anni ho seguito l’esperienza della scuola in ospedale con i ragazzi con problemi oncologici ma l’esperienza più forte la ebbi nell’incontro con un giovane che era rimasto disabile a causa di un incidente. Quando si è giovani ci si sente onnipotenti, ma occorre davvero pensare con prudenza alla guida e non mettere in pericolo la propria vita“.

Molto applaudita dai ragazzi la proiezione di alcuni video che rappresentavano, con testimonianze dirette di incidentati e incidenti.

Sul palco anche gli esperti della Polizia Municipale di Forlì e Cesena, Paolo Rivalta e Luca Venturini, che hanno ricordato l’ importanza della sicurezza nella guida, conseguenza di scelte consapevoli.

Particolarmente gradita dai ragazzi la testimonianza diretta del pilota di moto mondiale superbike Lorenzo Salvadori, già Campione del mondo  2015 della Superstock 1000,che da sempre rapporta la vita quotidiana con i grandi rischi derivanti dalla sua disciplina: “Anche io ho paura quando guido in strada – ha spiegato il campione – e vedo invece motociclisti  azzardare manovre talmente pericolose che nemmeno noi piloti  tenteremmo di fare. Ragazzi, la sicurezza deve essere al primo posto“.

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