Questa mattina l’assessore allo Sport di Ravenna Roberto Fagnani, durante una breve cerimonia in municipio, ha consegnato una medaglia ricordo a Francesco Cavina, il quindicenne ravennate, portacolori dell’Atletica Ravenna, campione italiano cadetti dei 100 ostacoli con il tempo di 13.26 ai recenti campionati nazionali individuali per regioni della categoria, svoltisi a Cles, in Trentino. Il 13”26 è valso a Cavina il primato regionale (il precedente resisteva dal 2005, 13”34 di Nicola Lucchi Casadei), il primato personale e la migliore prestazione nazionale di categoria dell’anno. L’assessore Fagnani si è complimentato con il giovanissimo atleta e gli ha formulato, anche a nome dell’amministrazione comunale, i migliori auguri per risultati sempre più brillanti e una felice e lunga carriera sportiva.
Francesco Cavina, che ha iniziato l’attività sportiva di atletica leggera all’età di dieci anni, ha manifestato fin da subito eccezionali doti sia per la corsa che per gli ostacoli, conseguendo risultati costanti e in crescendo. Nel 2015 è stato campione regionale dei 100 ostacoli e nel 2016 ai campionati nazionali individuali per Regioni – categoria cadetti – è arrivato secondo nella categoria 100 hs. Quello conseguito da Cavina è un traguardo che non si esita a definire storico per il sodalizio giallorosso del presidente Paolo Delorenzi e della vice Giovanna Baroni.
Il giovanissimo atleta ravennate è allenato da Babacar Pouye, già velocista senegalese con due partecipazioni olimpiche a Seoul ’88 e Barcellona ’92. Durante i Giochi coreani Babacar, che allora aveva un 10″50 di personale sui 100 metri, sfidò Ben Johnson, l’atleta canadese che stabilì il record del mondo e successivamente fu squalificato per doping. Anzi, qualche giorno prima si ritrovò proprio a tu per tu con Johnson. “Era l’ultimo test dei velocisti – ricorda Babacar, quando gli si chiede del suo illustre passato -. Lui era in terza corsia, io in quinta. Pronti, via e in 20 metri ne prende subito cinque a tutti. Arrivai secondo ma a che prezzo. Lì capii che avrebbe fatto il record del mondo”.
Una storia singolare quella di Babacar. Dopo la gloria di Olimpia ha girato il mondo e si è dovuto adattare a fare il venditore ambulante e il lavoratore agricolo a giornata in Puglia. Lui, che era arrivato alla massima competizione sportiva mondiale e che in Senegal aveva una laurea in Economia, è costretto ad adattarsi; per un certo periodo si ritrova alle prese con le peripezie del permesso di soggiorno scaduto e con impieghi precari. Poi i casi della vita hanno portato il 49enne ex atleta senegalese al campo di via Falconieri di Ravenna, ad allenare i ragazzini dell’Atletica Ravenna come Francesco Cavina.
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